Caso Shalabayeva, Pd diviso sulla sfiducia ad Alfano

di Francesca Porta 

I renziani chiedono le dimissioni del ministro dell'Interno, il premier lo difende. Il segretario Epifani: «No a sfiducia, ma resta il problema di come ridare credibilità alle istituzioni»

Francesca Porta

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Il premier Enrico Letta e il ministro Angelino Alfano - Foto
Ansa

Il premier Enrico Letta e il ministro Angelino Alfano - Foto Ansa

«La posizione del ministro Alfano è indifendibile». Matteo Renzi è categorico: dopo la vicenda dell'espulsione di Alma Shalabayeva e della figlia Alua, Angelino Alfano dovrebbe rimettere le sue deleghe nelle mani del premier Enrico Letta.

«Spero che alla fine di questa storia non paghino solo le forze dell'ordine», ha detto il sindaco di Firenze. «Io sto con le forze dell'ordine, perché scaricare sui servitori dello Stato tutte le responsabilità è indegno per la politica». Per questo, i senatori renziani ieri hanno scritto una lettera con cui chiedono al Pd di sostenere la richiesta di dimissioni del ministro dell'Interno.

Il documento è stato accolto con un applauso dai parlamentari di Sel e del Movimento 5 Stelle, che nei giorni scorsi hanno presentato una mozione di sfiducia (che sarà discussa venerdì al Senato e, tempistiche permettendo, anche alla Camera) nei confronti del ministro Alfano.

Fredda, invece, è stata la reazione del segretario del Pd Guglielmo Epifani: «Non possono essere votate dal Pd mozioni delle opposizioni contro il governo. Il Paese ha bisogno di risposte, il governo deve andare avanti». Certo è che, ha poi affermato Epifani, «resta il problema di come ridare credibilità alle istituzioni».

Una soluzione potrebbe essere che il ministro Alfano rassegni le dimissioni prima di venerdì, giorno in cui la mozione arriverà in Parlamento. O, comunque, che riconsegni le sue deleghe al presidente del Consiglio, accontentandosi di mantenere "solo" la carica di vicepremier.

Ma Angelino Alfano non sembra intenzionato a lasciare. Tanto più che ieri, da Londra, il premier Enrico Letta sembra avergli dato il suo appoggio: «Ho letto attentamente la relazione di Pansa, da cui emerge l'estraneità di Alfano». Se hanno tranquillizzato Alfano, le parole del presidente del Consiglio hanno però fatto infuriare i renziani.

La questione non potrebbe essere più aperta. Sulla vicenda, domani, potrebbe esplodere la crisi di governo. Oppure potrebbe rompersi il Pd.

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