Caso Shalabayeva, respinta la mozione di sfiducia su Alfano

di Francesca Porta 

Il Senato ha votato contro il documento presentato da Sel e M5S in merito alla gestione della vicenda Ablyazov da parte del ministro dell'Interno

Francesca Porta

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Il ministro dell'Interno Angelino Alfano - Foto Ansa

Il ministro dell'Interno Angelino Alfano - Foto Ansa

Aggiornamento delle ore 14:

Con 226 voti contrari, 55 favorevoli e 13 astenuti, il Senato ha respinto la mozione di sfiducia presentata da Sel e dal Movimento 5 Stelle nei confronti del ministro dell'Interno Angelino Alfano.

In precedenza:

Dopo giorni di discussioni e di polemiche, oggi arriva in Parlamento (prima in Senato, poi alla Camera) la mozione di sfiducia nei confronti del ministro dell'Interno Angelino Alfano in merito alla vicenda dell'espulsione di Alma Shalabayeva e della figlia Alua.

Presentato dai parlamentari di Sel e del Movimento 5 Stelle, il documento chiede al ministro Alfano di fare un passo indietro e di rimettere le sue deleghe nelle mani del presidente del Consiglio Enrico Letta. Cosa che, però, il vicepremier non sembra avere intenzione di fare.

Nella sua ferma decisione di rimanere al proprio posto, Angelino Alfano è appoggiato dal Pdl e dalla Lega Nord. Il Pd (ufficialmente) ha dichiarato l'intenzione di votare contro la sfiducia, ma (ufficiosamente) le perplessità sono tante. I senatori renziani lo hanno detto esplicitamente: «Non votiamo la sfiducia solo per un vincolo di partito». Ma anche quelli non renziani, come Anna Finocchiaro, hanno più volte fatto intendere che Alfano farebbe meglio a dimettersi.

L'importante, per il Pd e per molti altri, è che questa vicenda non mini la stabilità del governo. Perché, come ha detto ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, «quello di Ablyazov è un caso inaudito, ma staccare la spina all'esecutivo provocherebbe danni irrecuperabili al Paese».

«Chiedo un nuovo atto di fiducia al governo che ho l'onore di presiedere», ha detto oggi Letta in Senato. «L'espulsione della moglie di Ablyazov e della sua figlioletta è per noi motivo di imbarazzo e discredito, ma Alfano è chiaramente estraneo alla vicenda». Su quest'ultimo punto, però, non tutti sono d'accordo. L'ex capo di gabinetto del Viminale Giuseppe Procaccini, ad esempio, ha raccontato un'altra storia.

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