Dl Fare, il governo pone la fiducia. M5S: «Faremo ostruzionismo»

di Francesca Porta 

Il ministro Franceschini: «Troppi emendamenti». Il voto è in programma per mercoledì 24 luglio alle 11.30

Francesca Porta

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Il premier Enrico Letta - Foto Getty Images

Il premier Enrico Letta - Foto Getty Images

Altro che pausa estiva. Per i parlamentari della Camera stanno per arrivare giorni tutt'altro che riposanti. Quest'oggi, infatti, è approdato a Montecitorio il decreto legge Fare. Un testo complesso e controverso, che contiene numerose norme sulle infrastrutture e l'industria, l'ambiente e le tasse, la salute e l'istruzione, la giustizia e l'agenda digitale.

Il decreto, così come approvato dalle commissioni, è arrivato sul tavolo dei deputati portandosi dietro 800 proposte di emendamento. Un numero alto, troppo. Un numero tale da portare il governo a porre la questione di fiducia.

«Da qui alla pausa estiva dei lavori parlamentari abbiamo un calendario complicato», ha spiegato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini. «Bisogna esaminare sei decreti legge, le leggi europee, il ddl di riforma costituzionale, il testo sul finanziamento pubblico ai partiti e quello sull'omofobia: affrontare il voto su 800 emendamenti al dl Fare non consentirebbe di riuscire a esaminare tutto in tempo».

Prima di porre la fiducia, il governo ha tentato di appellarsi alla ragionevolezza dei gruppi parlamentari, chiedendo a tutti di ridurre i loro emendamenti. Sel e Lega Nord, così come la maggioranza, hanno subito risposto positivamente, riducendo le proposte all'essenziale. Il Movimento 5 Stelle, invece, è rimasto sulla sua posizione.

«Abbiamo avuto un incontro stamani» - ha spiegato Franceschini riferendosi alla decisione del M5S - «e ci è stato detto che se avessimo accolto una serie di loro emendamenti gli altri sarebbero stati ritirati. Quando abbiamo obiettato che una parte di essi era ammissibile e un'altra no (per ragioni di copertura e di merito), il gruppo ha deciso di chiedere il voto su tutti gli emendamenti. Se il tema è costruire un percorso che consente all'aula di esprimersi in tempi ragionevoli è un contro, se invece il tema è l'accoglimento di un certo numero di emendamenti, la cosa cambia».

La decisione del governo ha ovviamente scatenato le proteste di Beppe Grillo e dei suoi parlamentari. Il comico genovese, dalle pagine del suo blog, accusa il premier Enrico Letta (soprannominato «Capitan Findus Letta») di voler «zittire il Parlamento». «Pongono la fiducia per non discutere gli otto emendamenti presentati dal M5S», scrive Grillo dando un'altra versione (soprattutto per quanta riguarda il numero degli emendamenti) rispetto a quella del ministro Franceschini.

È polemica aperta. Domani, intorno alle 11.30, la Camera sarà chiamata a votare la fiducia. A seguire ci sarà l'esame degli ordini del giorno del decreto legge, procedimento durante il quale il M5S ha annunciato di voler fare ostruzionismo. La discussione, dunque, potrebbe durare a lungo.

DA STYLE.IT

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