Terremoto, il kit di emergenza

di Gaia Segattini 

Gaia è una blogger di Style che vive sulle colline del Conero, a pochi chilometri dall'epicentro dei terremoti che hanno scosso le Marche nelle ultime settimane. Un po' spaventata, ma comunque organizzatissima, ha messo a punto un kit di pronto uso da tenere sempre in macchina. Un po' per non farsi cogliere impreparata, e un po' anche per scaramanzia

Gaia Segattini

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Il 21 luglio scorso sono stata svegliata di soprassalto da una scossa che sembrava non finire più. Ci siamo ritrovati nell'atrio di casa in mutande, con gli occhi strabuzzati, e il nostro cane che ci saltava intorno con la faccia del «chebellosiesce», mentre i vecchietti del vicinato, tutti spettinati, erano già in strada a commentare, in pancere contenitive e certe vestagliette fiorate da far invidia a Diane Von Furstenberg.

4.9 di magnitudo, epicentro a pochi chilometri da casa mia, nello stesso mare che mi aveva vista il giorno prima sul lettino della spiaggia a sferruzzare. Traditore! Quella notte mi son rimessa a dormire con le scarpe, e da allora ho un kit di emergenza pronto in macchina (la cui chiave è ora al piano terra, nascosta).

Ieri avevo giusto pensato di riportare il contenuto del kit a casa, ma stamattina una nuova scossa del 4.4 mi ha fatto pensare: MAI PIU' SENZA KIT!

In ordine sparso:

- sacco a pelo + tappetino isolante (comprato giusto quest'anno per il campo scout: un segno del destino);

- tenda da sole, di quelle che si aprono in mezzo secondo ridendo e si chiudono in due ore bestemmiando (comprata quest'anno pure lei per il cane in spiaggia, idem per il destino);

- due bottiglie d'acqua;

- copia chiavi di casa e della macchina;

- fotocopie documenti d'identità e patente + soldi;

- torcia a ricarica manuale (anche quella, ovviamente, era stata comprata per il campo scout);

- occhiali da vista vecchi (avete mai provato a mettervi le lenti a contatto durante una scossa di terremoto?);

- coperta/asciugamano grande (che ovviamente non serve per andare al mare);

- rubrica di numeri di telefono (sotto stress non mi ricordo niente);

- fazzoletti/cerotti, kit medico minimo;

- gilet catarifrangente (quello dellla macchina);

- ciabatte (sicuramente scappando o non ve le siete messe o ve ne siete persa una);

- un paio di pantaloni della tuta e una t-shirt;

- gomitolo e uncinetto (vecchio antistress della pazza che scrive).

Se li avete, vi consiglio di ammassare nel mucchio anche: un vecchio cellulare con caricabatteria. E in ogni caso: ricordate di tenerlo sempre carico, e sperate di non doverlo usare mai. Anche perchè in strada con tuta, ciabatte, occhiali mezzi rotti, cellulare antidiluviano e uncinetto in mano, perfino la Protezione Civile farebbe finta di non vedermi!

 

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