Neomamme al lavoro, in arrivo un bonus per baby sitter e asili nido

di Francesca Porta 

Il Governo è pronto a sperimentare un bonus dedicato alle donne che rientrano al lavoro dopo la maternità. Si tratta di 300 euro al mese per un massimo di sei mesi

Francesca Porta

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Foto Corbis Images

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Uno dei problemi più grossi dell'Italia, si sa, è la disoccupazione femminile. Secondo gli ultimi dati diffusi dall'Istat, solo il 46% delle donne italiane lavora. In pratica, una su due è a casa senza un'occupazione retribuita. Tra le donne occupate, inoltre, una su quattro (il 27%) lascia il proprio posto di lavoro dopo l'arrivo del primo figlio.

Per invertire questa tendenza e incentivare l'occupazione femminile, il Governo ha pensato di sperimentare un bonus per baby sitter e asili nido destinato alle donne che rientrano al lavoro dopo la maternità . Il contributo sarà pari a 300 euro al mese per un massimo di sei mesi.

Non si tratta di un versamento liberamente utilizzabile dalle famiglie, ma di un bonus che potrà essere usato solo per pagare l'asilo nido o la baby sitter: nel primo caso lo Stato farà un versamento all'asilo prescelto dai genitori, mentre nel secondo caso verrà utilizzato il meccanismo dei voucher per i lavori occasionali.

Il bonus potrà essere utilizzato a partire dal 2013 dalle madri lavoratrici nel primo anno di vita del bambino. Le neomamme che usufruiranno del contributo dovranno rinunciare per quel periodo di tempo al congedo facoltativo successivo alla maternità obbligatoria (i sei mesi di aspettativa con stipendio al 30% che si possono predndere fino a quando il bambino compie tre anni).

Per ottenere il contributo si dovrà presentare una domanda per via informatica in un giorno prestabilito (click day): chi avrà il valore Isee più basso avrà la precedenza. A parità di reddito, invece, conterà l'ordine di presentazione della domanda. La procedura è necessaria perché purtroppo i fondi a disposizione per l'erogazione dei bonus non sono molti: 20 milioni di euro l'anno per tre anni. Ciò significa che, se tutte le neomamme chiederanno il contributo massimo (1800 euro in sei mesi), i fondi stanziati basteranno solo per 11mila madri lavoratrici. Non è molto, certo, ma è sempre un primo passo.

DA STYLE.IT

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