PHOTO GETTY IMAGES
"Sono innocente". Non c'è dubbio che questo è quello che
sentiremo uscire dalla bocca di Cesare Battisti per ancora tanto
tempo. "Trent'anni dopo sono un trofeo. Per questo vi
accanite. Non c'è rimasto nessuno in galera, di quegli anni, e
adesso volete che sia io a pagare per tutti". Queste sono le ultime
dichiarazioni dal Brasile dell'ex terrorista nostrano, che sospende
lo sciopero della fame. "Lei", ha detto riferendosi ad un
giornalista, "forse mi potrà spiegare tutto questo accanimento
contro di me dopo trent'anni". "E' facile", gli ha risposto,
pronto, l'inviato: "Perché i familiari delle vittime non possono
dimenticare, e perché lei fugge, fugge da trent'anni". E
Battisti: "Sì, ma in Francia? Quand'ero a Parigi mi avete
lasciato in pace per quattordici anni. Credevo che avrei potuto
rifarmi una vita dimenticando tutto quello che era successo"
replica Battisti. Condannato in contumacia all'ergastolo per aver
commesso quattro omicidi in concorso durante gli anni di piombo,
dal 1981, dopo l'evasione dal carcere di Frosinone, vive da
latitante in giro per il mondo, prima in Francia sotto la
protezione della dottrina Mitterrand, e poi in Sud America.
Oggi, sembrerebbe che il suo lungo girovagare sia arrivato al
capolinea. Sembrerebbe. Schierarsi pare facile. Se sei
condannato in modo definitivo sconti la condanna, no? Si. Certo. Ma
a volte non funziona così. Via allo scontrano d'opinioni! Da una
parte
Luiz Inácio Lula, presidente del
Brasile, che in una lettera al Quirinale difende la sovranità
territoriale e le leggi con cui ha concesso lo stato di rifugiato
politico all'ex leader dei PAC, i Proletari armati per il
comunismo, e dall'altra Giorgio Napolitano, con l'appoggio del
parlamento italiano, che ha dato un sostanziale "via
libera" all'uso di ogni strumento legale che porti il governo
ad ottenere l'estradizione di Battisti. Che confusione.
Perché hanno fatto passare così tanto tempo? Trent'anni sono tanti.
E' riuscito a diventare anche scrittore.
Noi pensiamo che: Una cosa è certa, anche se
tanti dubbi restano e tanti errori si accumulano, caro Cesare, pare
sia arrivato il momento per te di fare rientro a casa.