I parlamentari occupano due poltrone, gli obesi non si laureano

Rassegna stampa

di Lavinia Farnese
<p>I parlamentari occupano due poltrone, gli obesi non si
laureano</p>

Mentre Il Corriere denuncia sulle sue pagine quell'incompatibilità svanita tra mandato parlamentare e incarichi in società pubbliche o private (sono cento gli onorevoli che siedono in Parlamento, e poi svolgono anche altre funzioni istituzionali, come il sindaco o il presidente di un'amministrazione provinciale), sulla giustizia l'accordo non c'è, ed è l'occasione per il presidente della Camera Gianfranco Fini per sterzare ancora la strada di lato, e aprire al Partito Democratico. «Il processo breve non è la riforma. Sulle regole ripartiamo dalla bozza Violante e in pochi mesi possiamo concludere». Il segretario Pierluigi Bersani esulta come un generale quando conquista un uomo: «Sagge parole, siamo pronti a discuterne».

Intanto il premier Silvio Berlusconi tesse un'altra tela, che elimini il concorso esterno in reato di mafia. E sulla crisi interna tace. Pochi giorni fa aveva smentito qualunque guerra fredda.  «Mai pensato alle elezioni anticipate», aveva chiosato. Il dubbio è quello di Ciriaco De Mita, che un giorno Fini e Berlusconi li osservò in Transatlantico sfiorarsi senza scambiarsi sguardo. «Quei due sono come fratelli siamesi, che pur volendo staccarsi, sono costretti a rimanere insieme», aveva detto al Corriere. Fosse vero. Se veri fossero anche i conti del ministro Giulio Tremonti, nel  2010 il nostro Pil salirà a +1, e avrà così il primo segno di ripresa.

I segni. Non tutti ma tanti ci sono nel puzzle dell'inchiesta sul caso Marrazzo. Il trans-trans è vorticoso, ancora. Quel che è certo, è che dopo il presunto omicidio di Brenda, si scopre che Rino Cafasso, il pusher di via Gradoli morto il 12 settembre per overdose, sniffò eroina camuffata da coca, quel giorno, e per questo oggi gli inquirenti ipotizzano l'omicidio.  Non si trova però ancora Michelle, la trans filmata in vasca da bagno con il presidente della Regione Lazio, e che l'ultima volta è stata vista a Parigi. Natalì a Porta a Porta racconta la sua verità : «Sul marciapiede molte la volevano morta, Brenda potrebbe essere stata uccisa da un altro viado».

Robin Hood, intanto, a quanto pare esiste davvero. E la foresta di Sherwood è Bornheim, una cittadina nei dintorni di Bonn. Lì, Erika B, 62enne, dirigeva una banca tedesca. E ripianava il "rosso" dei clienti poveri con i soldi dei ricchi. Ha salvato così 117 conti in difficoltà, e spostato quasi 8 milioni dai facoltosi ai meno abbienti. Tradita da un'inchiesta interna, in Germania è stata condannata a 22 mesi di reclusione con la condizionale, racconta Il Giornale. In tasca, non si sarebbe messa un centesimo. La protettrice dei correntisti poveri, dei poveri però ha finito per aumentarne le fila, visto che è stata licenziata in tronco e per rimborsare le sue imprese a favor di beneficenza le è toccato vendersi case e polizze. Che si salvi o che si condanni, non si può negare a Erika B d'averla pensata grossa.

Come grossa l'ha pensata, e qui la figura che ci fa nell'immediato non è delle migliori, la Lincoln University di Oxford, in Pennsylvania, che, racconta il Corriere, ha scelto di non laureare 25 dei suoi studenti perché obesi erano al momento dell'iscrizione e obesi sono rimasti a chiusura del ciclo. Se infatti gli esami li hanno superati tutti, i magnifici 25 hanno bigiato il corso obbligatorio di Fitness for life, introdotto dal campus come requisito per laurearsi in caso di indice di massa corporea superiore a 30. Non che c'entri l'indice di massa corporea di uno studente col suo rendimento, ma questa può forse essere una delle strade da perseguire perché non aumentino negli Usa gli adulti obesi, che già solo 72 milioni, il doppio rispetto al 1980, e più del 30% del totale.


Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).