DAL WEB18:38 - 30 novembre 2009

Rom uguale a delinquente

Una sentenza dei giudici napoletani non lascia i domiciliari ad una ragazzina perchè Rom

di Greta Privitera
<p>Rom uguale a delinquente</p>

C'era una volta, non tanto tempo fa, una ragazzina Rom accusata, nel napoletano, di aver rapito una neonata. Questa bambina fece molto arrabbiare gli abitanti dei villaggi intorno, che si organizzarono in una sommossa popolare contro i campi da cui ella proveniva. La ragazzina, tanto cattiva, venne condannata in primo grado e in appello a 3 anni e 8 mesi. La favola, per essere favola, finirebbe così: la bambina malvagia capisce la lezione e diventa buona, perché infondo è sempre di bambina che si tratta, tornando felice e contenta dalla sua mamma. Ma, ahimè di favola non si tratta, e a questa fanciulla, perché Rom, non le vengono concessi nemmeno i domiciliari. Che la cultura Rom, spesso, si scontri con la nostra non è una novità, ma arrivare a costruire una sentenza giuridica su detti popolari è un po' rischioso. In sostanza, la razza e l'etnia, per i quattro giudici, definiscono il comportamento delinquenziale della piccola. "Un precedente gravissimo", sostiene l'avvocato della bambina Cristian Valle, "che basa sulla razza l'ipotesi di condotte criminose. Non solo sulla possibilità di commettere reati, ma pure sulla tendenza a condotte recidive".  Il rischio è che qualche altro giudice, in futuro, giustifichi la sua decisione utilizzando gli schemi tipici di altre culture: se sei islamico sei terrorista, se sei siciliano sei mafioso, eccetera, eccetera. Così facendo, afferma l'avvocato, "si afferma l'opzione del carcere su base etnica e, attraverso la definizione di "comune esperienza", i più biechi e vergognosi pregiudizi contro la minoranza rom vengono elevati al rango di categoria giuridica".

 

Noi pensiamo che: questa sia una sentenza sentenziabile.


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