DAI PALAZZI12:08 - 02 dicembre 2009

"Dell'Utri parlò con Provenzano"

Massimo Ciancimino dichiara che Dell'Utri ha avuto raporti "d'amicizia" con Provenzano

di Greta Privitera
<p>"Dell'Utri parlò con Provenzano"</p>

Mamma , pizza, mandolino e Mafia. Lo stereotipo italiano è duro da smentire. E Lo conferma Massimo Ciancimino, figlio dell'ex sindaco di Palermo, ai giudici di Palermo e di Caltanissetta, che stanno indagando sulle stragi di Capaci e di via D'Amelio, e sulla "presunta" trattativa tra Stato e Mafia di quegli anni. "Caro ingegnere - scriveva Provenzano - ho ricevuto la "ricetta", ci dobbiamo incontrare nel solito posto, al cimitero, per chiarire alcune cose... Abbiamo parlato con il nostro amico senatore per quella questione, hanno fatto una riunione e sono tutti d'accordo". E quell'amico, secondo Massimo Ciancimino, sarebbe proprio Marcello Dell'Utri, attualmente senatore della Repubblica per il Popolo della Libertà, nonché stretto collaboratore di Silvio Berlusconi sin dagli anni 70 e suo socio in Publitalia '80, nel 1993 fondò con lui il movimento politico Forza Italia.
Ricette ricche di ingredienti criminosi quelle di Provenzano, che in questo caso si traducono nella richiesta di Cosa nostra di favorire i mafiosi in carcere ed i loro patrimoni in cambio della fine delle stragi del '92-'93. L'ultimo "pizzino" di Provenzano inviato a Vito Ciancimino, quello relativo all'incontro con "il nostro amico senatore", sarebbe stato spedito nel 2000, ha spiegato Massimo Ciancimino, a conferma che la "trattativa" tra Stato e Mafia è continuata e non si sarebbe mai interrotta.
Non si parla più di "persone importanti", Massimo Ciancimino,ora, non ha paura di dire quel nome: Marcello Dell'Utri.

 

Noi pensiamo che: sia importante indagare e scoprire se questi sospetti così gravi siano realtà…ma soprattutto sia importante che lo Stato riprenda il possesso delle aree che sembrano sfuggite di mano.


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