Pistoia, due maestre arrestate. Maltrattavano i bimbi del nido

di Lavinia Farnese
<p>Pistoia, due maestre arrestate. Maltrattavano i bimbi del
nido</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Cip e Ciop. Come i due scoiattoli della Disney. A un asilo con un nome così, una mamma il proprio figlio lo lascia a occhi chiusi. Perché evoca insegnanti dolci nelle cure, un luogo di tranquillità, giochi e primi passi tra pastelli, pongo e tempere. E invece no.  Non più al Cip e Ciop di Pistoia, un asilo privato gestito dalla società Il Giardino dell'Infanzia. Lì, i bambini fino a oggi venivano picchiati, chiusi in bagno al buio per ore, quando andava bene, o fuori le aule al freddo, costretti a stare immobili e in silenzio. E se non bastasse, venivano costretti a mangiare il cibo vomitato, quello che erano stati poco prima obbligati a buttar giù a mandibola stretta, quando nello stomaco non gli entrava più. Così, il Cip e Ciop, dalla favola sognata diventa nido degli orrori, dove la titolare Anna Scudieri, che di anni ne ha 41, e la giovane maestra, Elena Pesce, 28, sono finite in manette, colte in flagranza di reato. L'accusa? Presunti maltrattamenti sui bambini. Presunti, perché così vuole li si chiami la legge, anche se ci sono delle telecamere di videosorveglianza messe lì per un'indagine iniziata l'agosto scorso e che oggi hanno registrato un bambino di otto mesi dare di stomaco, essere preso a schiaffi sulla nuca e poi fatto cadere sul suo stesso rigetto.  Immagini violente, tanto da valere la decisione del procuratore capo di Pistoia Renzo Dell'Anno: «Non vogliamo divulgarle per rispetto dei genitori e dei piccoli».

Noi pensiamo che: è già difficile lasciare il proprio figlio piccolo a degli estranei, è già difficile trovare posto negli asili, che siano pubblici o privati, è già difficile trovare un equilibrio tra lavoro e famiglia. Ecco, se chi non ha una vocazione vera alla cura degli altri trovasse un altro modo di guadagnarsi da vivere e se invece di controllare i cachet della tv si controllassero le credenziali delle educatrici degli asili, vivremmo forse in un Paese migliore.




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