DAL MONDO17:38 - 04 dicembre 2009

Guerra di lucciole a Copenhagen

E' guerra tra il sindaco della cittadina danese e le escort

di Lavinia Farnese
<p>Guerra di&nbsp;lucciole a Copenhagen</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Le bocche di rosa di Copenhagen tirano fuori i denti. Da quando il sindaco, Ritt Bjerregaard, in vista del vertice globale sul clima ha invaso il loro territorio, premunendosi di inviare cartoline ai 160 hotel che ospitano i delegati con la raccomandazione nero su bianco: «Cari proprietari degli alberghi, vi invitiamo a non fornire contatti o organizzare incontri con le prostitute», loro sono nere. Contropiede al femminile, ora promettono: «Sesso gratis per chi presenta una delle cartoline e mostra il tesserino della delegazione». Le squillo danesi sfidano così l'incauto signore sì preoccupato dal sesso "politico" da cadere in metafore come dire..spassose: «Siate ecosostenibili, non cercate sesso a pagamento». Sarebbe stato questo il testo del "biglietto" che le strutture alberghiere avrebbero dovuto lasciare nelle stanze, per dissuadere gli ospiti da facili distrazioni, come trascorrere qualche ora in compagnia delle rinomate lucciole danesi. Che si sono organizzate in un vero movimento di protesta, col gruppo SIO (Sex Workers Interest Group). La portavoce, Susanne Møller, è chiara: «Se è la guerra che vogliono, noi siamo pronte a difenderci; questa è discriminazione, abuso di potere per impedirci di fare il nostro mestiere, che è perfettamente legale».

Noi pensiamo che: per caso il sindaco danese ha letto in anteprima il libro di Patrizia D'Addario sulla notte trascorsa col premier? In caso, che sequestri i registratori, ma le lasci lavorare.

 


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