DALLA SOCIETA'01:28 - 04 dicembre 2009

Quando facebook è letale

Quando il social network è letale

di Lavinia Farnese
<p>Quando facebook è letale</p>
PHOTO GETTY IMAGES

C'è. La prima lista dei caduti per Facebook. Quelli che, in un difetto di attenzione, hanno pubblicato una foto di troppo nel proprio album, o un aggiornamento generoso e via, neanche il tempo di rendersene conto, si sono ritrovati in guai amari. La dà il Corriere della Sera. Ci sono Tareq e Michaele Salahi, amanti, nello stato della Virginia. Si sono intrufolati alla cena della Casa Bianca, e poi ha messo sul proprio faccia libro le immagini della bravata. Risultato? Cinque minuti di celebrità, fuga di notizie, Obama che fa sapere che i due non c'erano, nella lista degli invitati, e ordina l'apertura di un'indagine per capire come sia stato possibile che entrassero senza che nessuno se ne accorgesse, i Servizi Segreti che allora fanno il mea culpa, per il proprio fallo di sicurezza. E chi più ne ha, ne metta: il virtual gruppo sovversivo «Uccidiamo Berlusconi…» nasce probabilmente con intenti giocosi, finisce in un fascicolo della Procura di Roma per «istigazione all'odio». E poi c'è la sedicenne inglese Kimberley Swann. Faceva la segretaria in una piccola azienda. Che l'ha licenziata, perché in un momento di torpore ha scritto sul suo messaggio di stato _si annoia_, ed era alla sua scrivania, durante il lavoro. A lavoro non c'era andata per depressione, invece, la giovane canadese Natalie Blanchard, quando ha incautamente postato foto di lei che sorride a mille denti sulla sua pagina. Bene: i denti probabilmente li starà usando per mangiarsi i gomiti, perché la leggerezza le è costata cara, per l'esattezza l'assegno di malattia che da quasi due anni riceveva dall'assicurazione. Ashley Payne invece è un'insegnante. Ha 24 anni ed è di Atlanta. Una sera si è divertita troppo, con un cocktail alcolico. Un comportamento deontologicamente scorretto, per chi l'ha vista su Facebook in quello stato. Pericolosa, invece (roba da legarle le mani), Lady Shelley Sawers. Il marito stava per essere nominato capo dei Servizi Segreti britannici. Lei, vede bene di pubblicare le foto della loro bella casetta, coi loro amici, le loro abitudini, i loro gusti. Mancava solo il codice fiscale. E fortuna che dovevano essere segreti, i servizi.

Noi pensiamo che: Lavarsi (certi) panni in casa non è poi forse così  tanto demodé, se Facebook ha un effetto boomerang così. E..giù la testa, finché si è in tempo.


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RISULTATI
Elena 84 mesi fa

Esatto. tutto deve essere nella giusta misura.

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