DAL MONDO15:55 - 04 dicembre 2009

Sea Shepherd: i pirati-buoni

I pirati-buoni combattono ancora contro le baleniere giapponesi

di Greta Privitera
<p>Sea Shepherd: i pirati-buoni</p>

Capelli bianchi e barba bianca. La sua nave ha una bandiera nera, come quella dei pirati, e lui è un vero lupo di mare. Si chiama Paul Watson, una figura quasi mitologica nei mari di tutto il mondo, ed è il fondatore e attivista del movimento Sea Shepherd, un'organizzazione non profit che interviene con azioni dirette per la protezione della fauna selvatica marina. La caccia commerciale alle balene su scala globale è proibita dall'anno 1986, e i mari intorno al continente Antartico sono diventati santuario internazionale per questi cetacei. Il Giappone ha potuto eludere questo divieto affermando che la caccia è condotta per fini scientifici, ma le balene vengono macellate sulle loro navi-mattatoio ,e la carne, considerata molto pregiata, viene venduta nei mercati e poi servita nei ristoranti.  
Una nuova battaglia sta per incominciare nella zona antartica dell'oceano meridionale. La flotta giapponese è salpata lo scorso 19 novembre. I pirati romantici di Watson partiranno, invece, lunedì da un porto australiano a bordo di due navi, la storica «Steve Irwin» e il nuovissimo trimarano «Ady Gil». Si prevede uno scontro molto intenso. Le navi degli ecologisti cercheranno di contrastare in ogni modo l'azione delle baleniere nipponiche, mentre gli equipaggi giapponesi, come già in passato, cercheranno di resistere sparando con idranti ad alta pressione. Sempre più spesso si assiste a prese di posizione diplomatiche da parte di altre nazioni, l'Australia ad esempio, che sposano la causa della salvaguardia dei cetacei e che condannano apertamente la scelta del Giappone di non rispettare le convenzioni internazionali. Ma questo non basta.

 

Noi pensiamo che: i governi di tutto il mondo dovrebbero proibire queste stragi ecologiche con sanzioni più severe e azioni più mirate. E poi, si, gli eroi esistono ancora, e Paul Watson è uno di questi.


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