DALLA SOCIETA'11:30 - 06 dicembre 2009

Il Van Gogh di Callisto Tanzi

L'ex patron di Parmalat nascondeva in cantina opere d'arte per 100 milioni di euro

di Lavinia Farnese
<p>Il Van Gogh di Callisto Tanzi</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Non in Svizzera. Più vicini. Erano a Parma, giù, in cantina. In tre cantine umide di amici. 19 dipinti, più 10 cornici, la natura morta di Van Gogh, quella del compagno Gauguin e quella di Picasso, la scogliera di Pourville di Monet, l'acquarello di Cezanne e il ritratto di ballerina a matita su carta di Degas, l'autoritratto di Ligabue. Oltre 100 milioni di euro in tele. Le ha sequestrate la Guardia di Finanza di Bologna, le nascondeva Calisto Tanzi, ex patron di Parmalat, che dalla villa di Fontanini le avrebbe fatte partire una sera del dicembre 2003, poco prima del crac della sua azienda. Fino a proprio pochi giorni fa nel corso del processo aveva detto: «Caveau? Mai avuto un caveau. Mai posseduto opere d'arte preziose». Lo aveva ribadito, anche, dopo che Report gli aveva dedicato un servizio in cui si raccontava che avesse trafugato in Svizzera un patrimonio d'arte. Servizio, da cui sono partiti i controlli sui telefoni dalla Guardia di Finanza, che ha scoperto una trattativa di vendita già quasi conclusa con un magnate russo, e, effetto domino, è arrivata al genero di Tanzi, Stefano Strini - ora indagato per ricettazione insieme a un mercante d'arte - che ha confessato e fatto ritrovare i quadri.

Noi pensiamo che: Onore al servizio di Report e alla perseveranza delle Fiamme Gialle. Se non ci fossero stati, la preziosissima pinacoteca di Tanzi sarebbe stata a brevissimo venduta in blocco. La pinacoteca di un uomo condannato per bancarotta fraudolenta, che col buco lasciato pari a 14 miliardi di euro ha messo in ginocchio risparmiatori, e mandato azionisti dagli analisti (non finanziari).

 


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