Barbara Hogan, una militante contro l'hiv

La donna del giorno, un ministro sudafricano che combatte ogni giorno contro l'hiv

di Greta Privitera
<p>Barbara Hogan, una militante contro l'hiv</p>

Viso scalfito dalle rughe, fisico robusto e sguardo pensieroso. Si chiama Barbara Hogan. ed è una pietra miliare nella storia della battaglia contro l'aids in Africa. Per capire la dignità e la forza che contraddistinguono questa donna bisogna conoscere il suo passato, fatto di lunghe battaglie per la difesa dell'uguaglianza. Militante per la liberazione dall'apartheid, la politica di segregazione razziale istituita dal governo di etnia bianca del Sudafrica nel dopoguerra, e rimasta in vigore fino al 1994,  ha passato 8 anni in prigionia. Uscita dal carcere ha deciso di continuare a dare il suo contributo alla popolazione sudafricana sedendo in parlamento, e dal 1994 è ministro della sanità. La sera stessa della sua designazione a ministro, i militanti e i dirigenti di Treatment Action Coalition (http://www.tac.org.za/ ), e di altre organizzazioni di lotta contro l'aids, si sono riuniti sotto la casa della neo-ministra per complimentarsi con lei, sapendo che la sua elezione rappresentava una nuova stagione di lotta contro la pandemia. Il suo predecessore raccomandava aglio e barbabietola come trattamento contro l'hiv, e si ostinava a dire che il virus non fosse la causa dell'aids. L'arrivo della Hogan ha portato enormi cambiamenti nel paese, che, finalmente, ha iniziato ad importare vaccini e medicine adatte per debellare la pandemia. Hogan, così facendo, sta salvando migliaia di vite, non solo tramite l'utilizzo di strumenti più adatti per la cura dei malati, ma, soprattutto, attraverso le campagne informative che cercano di sconfiggere l'ignoranza, prima grande piaga da mettere in ginocchio.

 

Noi pensiamo che: il coraggio di questa donna è fonte d'ispirazione.


Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI

INTERESSANTI IN RETE

Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).