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La disoccupazione non è pre-occupazione

I disoccupati? Oltre due milioni, nell'ottobre 2009. E' record storico. Mai così tanti dal marzo del 2004

di Lavinia Farnese
<p>La disoccupazione non è pre-occupazione</p>

In bocca al lupo. I disoccupati in cerca d'occuparsi, nell'ottobre passato, racconta l'Istat che sono stati oltre 2 milioni. Il 27% di questi sono ragazzi, magari appena laureati, che si sono ritrovati loro malgrado sullo scivolo del picco all'ingiù, nell'elettrocardiogramma del lavoro che dal marzo 2004 non ha un palpito di ripresa. Gli inattivi, invece, coloro cioè che non risultano né occupati, né in cerca d'occuparsi, hanno sfondato il tetto dei 15mila. Poco rincuorante - anche se apprezziamo lo sforzo - la reazione del ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola:  «È la crisi economica che si trasferisce sulla disoccupazione. Teniamo meglio noi della media europea». Per il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, è un balzo indietro di sei anni: «Gli italiani sanno bene per esperienza, che la crisi picchia duro e colpisce i lavoratori, i giovani precari, le imprese specie quelle piccole. Oggi il dato è più allarmante, se si considera il numero senza precedenti dei lavoratori in cassa integrazione». E mentre nei corridoi di Palazzo Grazioli e di Palazzo Chigi, di Palazzo Madama e di Montecitorio ci si cruccia per il video ricatto di turno o l'ultima fatica letteraria dell'escort dalla mano lesta, tra occupazione femminile e maschile, a pagarne più conseguenze siamo - neanche a dirlo - noi donne. Che nelle file delle "occupate" contiamo più assenze degli uomini.

Noi pensiamo che: Staremo anche meglio rispetto all'Europa, secondo il ministro Scajola, ma a conti fatti abbiamo bruciato in un solo mese altri 236 mila posti di lavoro. E non c'è da dormirci sopra tranquilli.


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