DAL WEB12:13 - 10 dicembre 2009

Eternit: la resa dei conti

Processo a Torino per quelli dell'Eternit

di Greta Privitera
<p>Eternit: la resa dei conti</p>

Andavano a lavorare, e morivano. Vivevano nelle loro case, con i loro figli, e morivano. Inconsapevolmente.  Senza accorgersene. Nel silenzio del non sapere, dimenticato dalle azioni quotidiane che impegnano la vita.
A Casale Monferrato e Cavagnolo in Piemonte, Rubiera in Emilia e Bagnoli in Campania. Un filo impercettibile, intrecciato da trame tragiche, ha legato per anni gli abitanti di questi paesi, che oggi, a Torino, chiedono giustizia. Sul banco degli imputati c'è l'amianto, per la morte di quasi 3 mila persone, e con esso alla sbarra, siedono due ex alti dirigenti della società Eternit Spa, lo svizzero Stephan Ernest Schmidheiny, 61 anni, e il belga Jean Louis Marie Ghislain De Cartier De Marchienne, 87 anni, imputati per omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro e disastro colposo. Benché sin dagli anni 60 si sapesse che le fibre di amianto provocassero una forma di cancro molto grave, il mesotelioma pleurico, Eternit continuò a produrre manufatti fino al 1986, tenendo i suoi operai in uno stato di totale ignoranza circa i danni che questo materiale provoca, al fine di prolungare l'attività dello stabilimento e così i suoi profitti. Oltre ai suoi lavoratori, nel Monferrato, lo stabilimento disperdeva con dei potenti aeratori la polvere di amianto in tutta la città, causando la contaminazione anche degli abitanti della zona. Nonostante siano in corso operazioni di bonifica del territorio, l'amianto, largamente usato come materiale di coibentazione nell'edilizia, si può ritrovare ancora oggi in molti edifici privati e in alcune strutture pubbliche.

 

Noi pensiamo che: sono 20 anni.  Quelle vittime innocenti di logiche di mercato senza scrupoli, hanno perso la vita. E noi, che che ne dicano, nella giustizia ancora ci crediamo.


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