DAI PALAZZI17:30 - 10 dicembre 2009

Dai giudici di Berlusconi a quelli di Corona

Il premier li attacca, Corona non li convince

di Lavinia Farnese
<p>Dai giudici di Berlusconi a quelli di&nbsp;Corona</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Giornata da goccioline di sudore alle tempie, per i giudici. Che oltre le lenti degli occhiali strizzano gli occhi, come a dire «fammi focalizzare», e poi li sgranano, in un «non ci credo». Sì, Silvio Berlusconi, a Bonn, alla platea del congresso del Partito popolare europeo, ha detto proprio così: «La sovranità in Italia è passata alla magistratura». E spiegato: «Il Parlamento fa le leggi, ma se queste non piacciono al partito dei giudici questo si rivolge alla Corte Costituzionale e la Corte abroga la legge. Stiamo lavorando per cambiare questa situazione anche attraverso una riforma della Costituzione». E snocciolato i suoi numeri: «Sono stato investito da 103 procedimenti, 913 giudici si sono interessati di me, ho avuto 587 visite della polizia giudiziaria e della Guardia di finanza, 2520 udienze: credo che sia il record universale della storia». Provocando non pochi grattacapi al presidente della Camera Gianfranco Fini («Che il premier chiarisca») e al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano («Attacco violento. Rammarico e preoccupazione»). Il presidente del Consiglio ha chiuso poi con l'auto-elogio consueto: «Abbiamo una maggioranza coesa e forte e un premier super. C'è una sinistra che ha attaccato il presidente del Consiglio su tutti i fronti inventandosi delle calunnie su tutti i fronti, ma chi crede in me è ancora più convinto. Tutti si dicono: "Dove si trova uno forte e duro con le palle come Silvio Berlusconi?"». Riassunto: «La sovranità non è più del Parlamento. Contro il partito dei giudici cambieremo la Carta. Io sono forte e con le palle». E per certi versi tutti i torti non li l'ha: lui parlava a Bonn e l'Aula della Camera dei Deputati negava l'autorizzazione all'arresto di un suo uomo, Nicola Cosentino, sottosegretario all'Economia e candidato in pectore per il Pdl alla guida della Regione Campania. Era accusato - lo ricorderete - di rapporti con la camorra nell'inchiesta sui rifiuti. Ora - secondo le indiscrezioni del Corriere della Sera- con sotto il cuscino il bottino di fiducia della maggioranza, potrebbe fare un passo indietro, e revocare la propria candidatura alla carica di Governatore. Quelli milanesi, intanto, di giudici, al processo per l'inchiesta Vallettopoli del pm di Potenza Henry John Woodcock, hanno condannato il paparazzo dei Vip Fabrizio Corona. A tre anni e otto mesi. Per aver tentato di estorcere migliaia di euro agli ex interisti Adriano e Coco e al pilota di moto GP Marco Melandri, in cambio della mancata pubblicazione di immagini compromettenti. Il foto ricatto era in questi termini: «Paghi o finisce tutto sui giornali». A sentenza pronunciata, Corona (che se davvero andrà in carcere potrebbe mandare in fumo il sogno di Belen Rodriguez di sposarlo, a giugno, a divorzio con Nina Moric avvenuto) ha urlato: «Mi vergogno di essere italiano. Quello che c'è scritto sulle aule dei Tribunali, La legge è uguale per tutti, non è vero, e questo è una vergogna: allora devono condannare tutte le agenzie fotografiche d'Italia e quella del caso Marrazzo».

Noi pensiamo che: Le toghe hanno certo un potere, inconsapevole. Quello di risvegliar gli esibizionismi. Tengono lo specchio ai Narcisi.


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