DALLA SOCIETA'21:30 - 13 dicembre 2009

Ferrovie, la velocità costa

Trenitalia, parte l'alta velocità e i prezzi vanno alle stelle

di Lavinia Farnese
<p>Ferrovie, la velocità costa</p>
PHOTO GETTY IMAGES

L'Alta Velocità accorcerà pure le distanze, ma a che costo! Domenica 13 dicembre, con un tempismo natalizio da far invidia alle renne, entra in funzione l'ultimo pezzo mancante della modernità futurista in binari, il tratto Bologna - Firenze. Ma - chissà mai per quale principio, quello dell'avvio della rete completa Tav Torino Salerno, dicono - i biglietti sono aumentati tutti. Anche quelli per percorrere tratte dove non cambia nulla. Come Milano - Bologna, ad esempio. A prescindere da beneficio: questo sembrerebbe piuttosto il principio. Bilanciato dalle promozioni «ad alta convenienza», le chiamano loro. Sconti. Se si prenota prima. Fino al 30% sul costo del biglietto. A ben guardare, aumentato del 20%. Prendiamo il Roma-Milano. Una tratta business, certo. Ma una tratta anche, soprattutto di routine, di pendolari abituali, che lavorano a Milano e hanno famiglia e affetti a Roma. Bene: a loro, un "andata e ritorno" dalla Madonnina al Colosseo in seconda classe passa da 150 a 188 euro. Alla prima classe, va, anche qui, più di lusso: 218 invece che 207 euro. Dovete andare da Bologna a Firenze o viceversa? Auguri. Da 18 euro a 24 (+ 32%). E da Bologna a Milano? Il tempo è lo stesso, il prezzo no. Bisognerà tirar fuori dalle tasche 41 euro per la seconda classe e 56 per la prima. Ah, post scriptum: in tutto ciò, consideriamo già defunto lo sconto del 5%, attivo sull'acquisto online dei biglietti Alta velocità ed Eurostar, che cessa di esistere. Un sacrificio - spiegano le Ferrovie - a fronte di una diminuzione generale dei tempi di percorrenza e di un aumento della frequenza dei convogli nelle principali città italiane. Senza dimenticare, aggiungiamo noi, che Ferrovie dello Stato è, appunto, una società per azioni dello Stato, il cui azionista unico è il ministero del Tesoro. Ovvero i cittadini con le loro tasse.

Noi pensiamo che: C'era un treno delle Ferrovie, due anni fa. Un Eurostar. Faceva una corsa ad andare, all'alba, e una a tornare, la sera. Partiva e arrivava dalle stazioni secondarie di Milano Lambrate e Roma Tiburtina. Passava per Bologna, fermava a Firenze. Era allegro, colorato, lo prendevano studenti fuori sede e lavoratori agli esordi. Ti chiedeva il solo sacrificio della levataccia. Si chiamava TrenOk, ed era ok davvero. Era il low cost delle Ferrovie. Se prenotavi con un certo anticipo, potevi spendere anche 9 euro, per un Milano - Roma. Era un'iniziativa di senso, che creava un'alternativa intelligente, in un regime di monopolio su binari. Lo hanno eliminato.


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