Dal fronte di Casini alla Festa delle luci

Rassegna stampa

di Lavinia Farnese
<p>Dal fronte di Casini alla Festa delle luci</p>

Bello sarebbe un fronte, un fronte unico, un fronte anti-premier, che vada dall'Udc all'Italia dei Valori, che sia capace di tenere insieme democratici e finiani. Questo pensa Pier Ferdinando Casini: mostrarsi compatti così, se Silvio Berlusconi forzasse ancora, se ancora una volta attaccasse Quirinale, giudici, Corte Costituzionale, Costituzione stessa. Bello sarebbe insomma, così presentarsi alle urne, in caso di elezioni anticipate. Casini lancia il sasso, Pier Luigi Bersani lo prende al volo, Antonio di Pietro anche, è pronto a prenderlo, ma solo «a condizione che i candidati abbiano il certificato penale pulito», Francesco Rutelli lo guarda alzarsi in volo, alza le spalle: «futuristico», dice. Il Pdl, intanto, parla di scenario immaginario: «Le elezioni anticipate non ci saranno», è convinto Maurizio Gasparri, «per noi sarebbe una pacchia», dice Ignazio la Russa, «da una parte ci sarebbe chi ha a cuore l'interesse del Paese, dall'altra un'ammucchiata».

Quella che è stata Piazza Fontana, 40 anni dopo: un'ammucchiata di fischi, tensioni e tafferugli. Il 12 dicembre 1969 una bomba provocò 17 vittime e 84 feriti del terrorismo. Il 12 dicembre 2009 il sindaco di Milano Letizia Moratti, il presidente della Provincia Guido Podestà , e il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni lì per commemorare vengono contestati. La Moratti dice:«Capisco chi protesta per una giustizia negata». Perché sì, Piazza Fontana è una strage ancora senza colpevoli. E le corone esposte oggi davanti alla banca Nazionale dell'Agricoltura non onorano la memoria davvero, né consolano la folla in corteo, che grida «Vergogna», «Strage di Stato», «Fascisti!».

E scontri ci sono stati anche al vertice sul clima di Copenhagen, dove durante un corteo di ambientalisti e no global provenienti da  67 Paesi diversi, la polizia ha fermato oltre 600 persone, molti black bloc.Era per loro la "giornata dell'azione". Tutti lì a chiedere ai negoziatori un accordo forte per combattere il surriscaldamento globale. Perché, come si è letto su un cartellone di un manifestante, un piano sì, ma un pianeta B davvero non c'è.

A Fabrizio Corona, lo scontro (del suo pugno contro il muro) a Matrix è costato il rischio frattura della mano. Colpa di uno scatto d'ira del fotografo dei paparazzi, condannato nel processo Vallettopoli in primo grado a Milano a 3 anni e 8 mesi per le foto e i ricatti ai vip. Colpa della mal sopportazione di alcune domande. E dell'ennesima provocazione. Si difende, a suo modo. Poi si alza, e di colpo dà un pugno alla scenografia della trasmissione. Arrivano i medici del 118, durante l'interruzione pubblicitaria. Gliela fasciano. Scuse ne ha. Ma solo per Belen Rodriguez, la sua attuale compagna. «Le avevo promesso di mantenere la calma», dice.

La calma l'ha mantenuta a denti stretti il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, quando ha saputo che in una scuola elementare di Cremona la Festa delle luci sostituirà il Natale. Ovvero:i bambini usciranno da scuola tenendo in mano un lumino e nel piazzale disegneranno un simbolo di pace. Intonando un canto ogni anno proveniente da un Paese diverso. Questo, per andare incontro ai tanti studenti di culture e religioni diverse che ormai ci sono nelle classi. «Una scelta da me non condivisa e che non trovo utile, pur nel rispetto dell'autonomia di ogni singola scuola - ci tiene a precisare il ministro - Non si crea integrazione e non la si aiuta eliminando la nostra storia e la nostra identità. In particolare il Natale contiene un messaggio di fratellanza universale. Quindi è un simbolo che non divide ma unisce». Gli insegnanti, dal loro conto, si difendono: «È una decisione presa anni fa d'intesa con i genitori e senza mai che ci fossero rimostranze corrisponde alla nostra idea di ospitalità. Siamo una scuola interculturale». Oltre che un Paese laico. O no?


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RISULTATI

(lo continuo) tutti contro tutti, come è già accaduto in passato, e che a tutto servirà tranne che a risolvere i problemi del paese, anzi, li aggraverà ancor più. Mi ero fatto l'idea che Pier Ferdinando facesse parte dell'ormai sparuta schiera dei politici illuminati che intendono confrontarsi in maniera costruttiva sui programmi e la comparazione costruttiva delle idee, anzichè sulla lotta libera all'ultimo sangue sul ring. Probabilmente mi sbagliavo. Se mai si andasse ad elezioni, personalmente darò il mio voto a chi rappresenti una forza liberale, democratica, moderna, riformista, con un'ottica europea e globale, evitando accuratamente chiunque si allei con gli estremisti ideologizzati e gli scalmanati della politica "contro" la quale, infine, fin dall'inizio va "contro se stessa". Grazie

mi meraviglio molto dell' On.Casini, che è un moderato intelligente politico navigato e che vedrei di buon occhio come leader di una futura forza politica capace di guidare con BUON SENSO l'Italia verso una situazione di possibile armonia e sviluppo. Si sa che in Italia, da sempre paese diviso in Guelfi e Ghibellini in eterna contrapposizione tra loro, pare molto più semplice essere politicamente "contro" in maniera spesso aprioristica e ideologica, soprattutto quando le idee buone e nuove scarseggiano, anzichè confrontarsi razionalmente sui programmi, e poi vinca il "migliore" e gli altri se ne diano pace fino alla prossima occasione elettorale, evitando la guerra ideologica permanente che, prima o poi, sfocia nella guerra reale. Ora mi chiedo come si possa immaginare addirittura di proporre una santa alleanza che metta insieme le forze più opposte e contradditorie tra loro al solo fine di abbattere chi sta al governo, salvo poi, subito dopo, iniziare un nuovo litigio permanente di

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