DALLA SOCIETA'17:19 - 14 dicembre 2009

Promesse rotte? Time out

Uno studio dell'Università di Zurigo svela i violatori di patti

di Lavinia Farnese
<p>Promesse rotte? Time out</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Quante volte. Quante, non abbiamo onorato una promessa. Quante, si è persa nel silenzio, o nella negoziazione. Bene. Anzi, male. Perché un gruppo di ricercatori dell'Università di Zurigo, ha studiato, e studiando ha trovato un modo per smascherare chi, per difetto di perseveranza, negligenza, scarsa volontà o inganno, viola un patto. Come? Hanno isolando i meccanismi fisiologici del cervello che, a loro dire, sono il cuore delle promesse non mantenute, nel loro rivelare se è una carenza colposa o dolosa, se cioè c'è o meno l'intenzione di rompere la promessa al momento in cui la si fa. Una risonanza magnetica funzionale fotograferebbe infatti quelle regioni cerebrali capaci di svelare i conflitti emotivi di chi sa di fare qualcosa di sbagliato. Il dato utile, oltre che interessante, della scoperta, è però un altro. E cioè che sarà possibile usare queste scansioni celebrali per svelare le intenzioni vere, oltre le dichiarazioni, dei criminali che, ad esempio, chiedono la libertà vigilata. Come succedeva a Tom Cruise, in Minority Report. Perché, spiega Thomas Baumgartner, coordinatore dello studio, «Anche se le persone sono consapevoli del fatto che stanno facendo una cosa sbagliata non hanno in realtà ancora fatto nulla. Hanno cioè la possibilità di porre rimedio alla situazione e di fare la cosa giusta». Per questo, gli psichiatri in un futuro potranno su queste basi decidere se rilasciare o meno i carcerati che giurano: «Non lo farò più, mai più».

Noi pensiamo che: Finché si tratta di una scoperta che aiuti ad entrare dentro le menti dei criminali, ben venga. Ma se è una chiave per entrare anche nelle nostre, comuni, di segrete cerebrali, no, che ce le lasciassero, segrete veramente, con tutte le promesse violate. Scivoleranno via tra i passi.

 


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