Da Berlusconi ferito a Obama vanitoso

Rassegna stampa

di Lavinia Farnese
<p>Da Berlusconi ferito a Obama vanitoso</p>

È più grave del previsto. Così, resta ancora ricoverato Silvio Berlusconi, al San Raffaele di Milano dopo essere stato ferito al volto alla manifestazione del Pdl in Piazza Duomo domenica 13 dicembre. Ha naso fratturato e due denti rotti, e con loro una prognosi di 20 giorni e altre 36 ore da passare in ospedale, anche se potrebbe essere dimesso già da mercoledì. Il primario e medico di fiducia Alberto Zangrillo dice che si nutre a fatica, sottoposto alla terapia antibiotica e analgesi. Il premier, col presidente dell'istituto Luigi Verzé, si è sfogato: «Io voglio bene a tutti», gli ha detto, «voglio il bene di tutti, non capisco perché mi odino a questo punto». A odiarlo, e non ne fa segreto, è certo Massimo Tartaglia, il feritore con disturbi mentali, che in quelle stesse stanze ospedaliere milanesi è stato ricoverato in day hospital più volte, e che ora, arrestato con l'accusa di lesioni pluri aggravate (per premeditazione e pubblico ufficiale come parte offesa), dal carcere di San Vittore dov'è sorvegliato a vista, nelle oltre 4 ore d'interrogatorio racconta: «Odio il premier e il Pdl», salvo poi scrivergli una lettera in cui si scusa «per un atto superficiale, vigliacco ed inconsulto». Lui, per sua ammissione non è un killer, dice di aver fatto tutto da solo, e in borsa nascondeva oltre la statuetta miniatura del Duomo uno spuntone di plexiglas lungo 20 centimetri, un grosso accendino da tavolo, un crocifisso di 30 centimetri e un soprammobile di quarzo, oltre uno spray al peperoncino, e per questo si pensa abbia agito con premeditazione. Massimo Tartaglia su cui si indaga, oggi che è anche il re di facebook in gruppi che inneggiano il suo operato, come quelli "Dieci, cento, mille Massimo Tartaglia", o "Berlusconi a morte". Su cui la Procura di Roma avrebbe aperto un fascicolo per esortazione a delinquere e apologia di reato. E su cui il ministro degli Interni, Roberto Maroni, ha le idee se non chiare, orientate. A un giro di vite. «Valutiamo di oscurare i siti internet che incitano alla violenza. Silvio Berlusconi ha rischiato di essere ucciso». Il Papa parla di «deplorevole aggressione», la solidarietà è bipartisan, come le visite in ospedale al capezzale del premier. E quando così non fosse, quando cioè Rosy Bindi azzarda un: «Il premier non faccia la vittima», e il Pdl insorge col dito puntatole addosso: «Ciarpame politico», c'è il presidente Giorgio Napolitano pronto a contenere i toni: «Fermate l'esasperazione politica» si appella alle parti, in un clima avvelenato, «Non si alimentino tensioni, bisogna misurare le parole».

Che di gelo, davvero, bisogno non ce n'è, visto che tutta Italia è stretta dal maltempo, e al freddo, l'Aquila soprattutto, dove le scuole sono rimaste chiuse, e i mezzi spargisale sono arrivati dove hanno potuto, su strade già piegate del terremoto. A Catania una tromba d'aria turbina e ferisce 4 militari della marina italiana, rimasti schiacciati dalle strutture della base divelte dalla forza del vento e in prognosi riservata, due gravi. Tetti scoperchiati, alberi sradicati, cartelloni pubblicitari abbattuti da nubifragi e scirocco, che ha lasciato isolate le Eolie e le sue scuole senza docenti pendolari. Nevica anche su tutta l'Emilia Romagna e in Friuli. E così, per il Viminale, potrebbe continuare su tutte le autostrade d'Italia, per una settimana ancora, in assenza, fortunatamente, di criticità (e con nel portabagagli, si raccomanda la polizia postale, le gomme termiche a catene da neve).

A Copenaghen, è stato il tempo invece della ribellione dell'Africa, «Maggiori impegni o ce ne andiamo», hanno minacciato i Paesi in via di sviluppo di lasciare le trattative al summit,  «Mancano gli impegni dei Paesi industrializzati per il post-Kyoto», dicono. Poi, dopo le rassicurazioni, il caso rientra. Rassicurazioni la cui veridicità potrà essere verificata su un sito, Climate Pledge Tracker, che traccia tutti i buoni propositi (e le promesse a cuor leggero, e le bugie) ambientali delle Nazioni. Li scheda. Mentre Ian Fry, delegato dell'atollo Tuvalu, piccolo Stato del Pacifico che rischia di finir sommerso, in lacrime preme Barack: «Obama salvaci tu».

E Calciopoli ha avuto invece la sua prima condanna. L'ex amministratore delegato della Juventus Antonio Giraudo - che aveva scelto di essere processato con rito abbreviato - dovrà scontare tre anni per frode sportiva e partecipazione ad associazione per delinquere per aver condizionato gli esiti dei campionati di calcio. Lo ha deciso il Tribunale di Napoli, che ha poi condannato anche l'ex presidente dell'Aia Tullio Lanese a 2 anni di reclusione, l'ex arbitro Pieri a 2 anni e 4 mesi e l'ex arbitro Dondarini a 2 anni. E assolto altri 7 imputati tra ex arbitri ed ex segnalinee.

E Palermo sembra intanto Napoli qualche tempo fa. No, il mare non c'entra. C'entrano i rifiuti ai bordi delle strade, con Natale alle porte, perché i netturbini dell'ex municipalizzata Amia hanno scioperato in 1000, su 1700, per tentare di salvarsi, cioè per provare a contrastare con una ricapitalizzazione un rischio fallimento per debiti da oltre 180milioni di euro. Risultato: il pattume straborda arretrato, e intralcia addirittura il traffico.

E se Barack Obama si auto-promuove,dando ai suoi primi 11 mesi in carica un bell'otto in pagella («Il dieci meno arriverà - dice - con la riforma della sanità che non è ancora stata approvata») qui da noi per Silvio Berlusconi un altro boccone amaro: il Consiglio Superiore della magistratura dice infatti no al processo breve. «E' incostituzionale», delibera il Csm, «un'amnistia, uno tsunami per la giustizia». Negli emendamenti presentati dalla maggioranza al ddl, ora all'esame della commissione Giustizia del Senato, si tenta così di «ridurre al massimo le critiche di incostituzionalità». Staremo a vedere.

 


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