DALLA SOCIETA'10:44 - 16 dicembre 2009

A Natale? Voglio un figlio. Bambolotto

A Roma è boom di piccoli finti per adulti senza figli

di Lavinia Farnese
<p>A Natale? Voglio un figlio. Bambolotto</p>
PHOTO GETTY IMAGES

C'è un baby boom, a Roma. Ma non è quello che pensate. Le donne capitoline non partoriscono di più, non hanno più bambini, anzi. Prese come sono dal lavoro e dalla responsabilità che con la parità dei sessi hanno voluto e ottenuto, arrivano a voltarsi indietro che è troppo tardi, per averne. Così, capita si consolino con i cloni dei propri figli mancati: neonati finti, con ancora il cordone ombelicale o di pochi mesi, così naturali da sembrare veri, così naturali da essere desiderati sotto l'albero questo Natale come fossero veri,  che ingannano a tal punto che c'è chi, come Daniela, a 50 anni, li porta in giro per la Capitale tenendoli in fasce come - appunto - fossero veri.
I bebè giocattolo per adulti che bebè veri non ne hanno avuti o nostalgici, che i loro di bebè sono cresciuti, sono "on demand", fatti in ceramit o vinile pregiato, da prenotare con un certo anticipo, e possono costare anche migliaia di euro. È il prezzo delle labbra tumide, della pelle a grinze proprio come quella del bambino, dell'alluce e delle ditina curate, dei capelli e delle ciglia vere, che si fatica a distinguerli da quelli di un pupo in carne ed ossa. Vengono creati da scultori-artisti statunitensi ed europei, e venduti in alcune botteghe di giocattoli romane.
I cuori di questi piccini, ovviamente, non battono. Quelli dei genitori sì. Loro, di fronte a quei pargoletti, preferiscono dire che sono lì ad "adottare", non ad "acquistare". Silvana, 50 anni e senza figli, ne ha adottati dieci in tre anni. Annamaria Manferdini, invece, che è la titolare di un negozio di giochi e collezionismo a piazza Navona racconta: «Capita, raramente, anche che qualche coppia abbia chiesto di riprodurre il proprio figlio da piccolo, per ricordarlo così com'era. In quel caso abbiamo messo il cliente in contatto con alcuni artisti tedeschi: portando delle foto di un bimbo è possibile crearne le stesse sembianze».

Noi pensiamo che: La cicogna non può essere sostituita da un pacco postale. E abbiamo dubbi anche sulla capacità sostitutiva o consolatoria - a lungo termine - di un bambolotto. Speriamo restino casi isolati. Qui si rischia la psicosi collettiva, mica no.


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