DAL MONDO02:20 - 17 dicembre 2009

Scontri a Copenaghen

Scontri a Copenaghen tra i manifestanti e la polizia

di Greta Privitera
<p>Scontri a Copenaghen</p>

A Copenaghen gli scontri avvengono sia dentro i palazzi che fuori. Mentre i grandi della terra decidono le sorti ambientali del pianeta, migliaia e migliaia di organizzazioni non governative, di manifestanti e di associazioni da tutto il mondo, si affollano davanti ai portoni blindati del Bella Center, la struttura che ospita i lavori e si scontrano con le forze dell'ordine. La Polizia danese ha effettuato, solo questa mattina, circa 230 arresti nel corso delle diverse manifestazioni nella città. C'é almeno un italiano tra gli arrestati. Una ventina di manifestanti sono stati circondati dagli agenti che fanno uso massiccio di manganelli. Le urla dei manifestanti, colpiti e costretti e sdraiarsi a terra per essere ammanettati, si sentono a diverse decine di metri di distanza. "Un conto è garantire la sicurezza dei delegati e dei leader, un altro è escludere volutamente i militanti delle organizzazioni ambientaliste più radicali e critiche", con questa motivazione i senatori del Pd Roberto della Seta e Francesco Ferrante, presenti a Copenaghen, denunciano "la gestione poliziesca" delle forze di sicurezza danesi attorno alla Conferenza sul clima. "Assistiamo ad un irrigidimento selettivo delle forze dell'ordine, che hanno escluso centinaia di militanti di organizzazioni, come Gli amici della terra o Via campesina, che sono notoriamente su posizioni più critiche rispetto ai negoziati", hanno riferito i due esponenti politici. Continuano dicendo: "Questa è la prima conferenza sul clima con una così larga partecipazione della società civile e di Ong: questa presenza andrebbe valorizzata, anziché essere considerata un fastidio, perché dimostra che la lotta al clima non è più solo un tema tra addetti ai lavori, ma una questione sulla quale l'opinione pubblica vuole dire la sua".

 

Noi pensiamo che: la protesta pacifica sia sempre un segno di democrazia e di libertà, e rimaniamo piacevolmente stupite dalla notizia dell'esistenza dei "white blocks", schierati in prima fila, che indossano tute bianche e hanno dei fiori infilati tra i capelli, in segno di pace.


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