DALLA SOCIETA'13:39 - 22 dicembre 2009

SOS facebook dipendenza

Facebook crea dipendenza e si aprono gruppi per disintossicarsi

di Greta Privitera
<p>SOS facebook dipendenza</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Gli AA (Alcolisti Anonimi), si trasformeranno in FA (Facebookari Anonimi). Ebbene si, non è più solo il vino, le droghe, le sigarette, ma anche facebook sta rientrando nelle categorie di dipendenza, e così rapidamente che oltreoceano i teenager hanno cominciato a prendere atto della loro schiavitù, dichiarando pubblicamente di voler smettere una volta per tutte e iscrivendosi, in alcuni casi, a gruppi di "disintossicazione".Trascorrono sempre più ore a scambiarsi messaggi, pubblicare fotografie, tenersi aggiornati su quel che fanno i loro amici. "Come ogni altra forma di dipendenza, è sempre difficile ammetterla", commenta Kimberly Young sul New York Times il direttore del Center for Internet Addiction Recovery di Bradford nella Pennsylvania. "È come un disordine alimentare", aggiunge. "Non è possibile eliminare il cibo, ma solo fare scelte più accurate su quel che si mangia. In questo caso, quindi, su quel che si fa in rete".
Problema tutto americano, verrebbe da pensare. In realtà invece è anche nostro e di tanti altri Paesi, visto che il 70% degli utenti di Facebook risiede fuori dagli Stati Uniti. In Italia sono in 12 milioni e la metà accede al social network tutti i giorni. "Difficile dire se sia un'esagerazione quella della dipendenza", racconta Peter Lang, professore di architettura all'università Texas E&M, attento conoscitore della rete e tra i primi docenti ad aver usato Facebook per la didattica. "Due anni fa i miei studenti hanno smesso di usare le mail sostituendole con il social network. Hanno tutti un pc e quando è acceso sono sempre connessi a Facebook. Tanto che oggi gli orari delle lezioni vengono comunicati lì. Così, per rendere i seminari più interessanti, con altri colleghi abbiamo iniziato a usare i social network per l'insegnamento".
Tutto sta nel capire quanto i dieci miliardi di minuti che ogni giorno vengono trascorsi su Facebook influiscono sulla vita dei 350 milioni dei suoi utenti. Se prima si andava in piazza a chiacchierare, ora lo si fa sul web. Più difficile capire se è un male o un bene. "Non ci sono studi scientifici su campioni vasti che possano giustificare allarmismi o assoluzioni - spiega Tilde Giani Gallino, professore di psicologia dello sviluppo all'Università di Torino - Dunque bisogna affidarsi al buon senso, che però potrebbe essere frutto di pregiudizi. Dell'esser cresciuti in un'epoca completamente diversa. La socialità sul web ha pro e contro, ma non è meglio o peggio di quella che hanno vissuto le generazioni passate. Solo differente. Allora, più che della dipendenza vera o presunta che sia da un social network o dalla rete, mi preoccuperei di più dell'impoverimento del bagaglio culturale. Perché scambiare la ricchezza di una biblioteca e dei suoi volumi con le sintesi di Wikipedia, quello si che è pericoloso per le giovani generazioni".

Noi pensiamo che: se usato coscientemente facebook ha delle enormi potenzialità, certo che diventa pericoloso quando si scambia la vita vera con la rete. Ma questo è una questione di educazione alla vita dei nostri figli e non possiamo aspettarci che qualcun altro se ne occupi per noi.


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RISULTATI

INTERESSANTI IN RETE

erica 84 mesi fa

La notizia non mi tocca perchè c era da aspettarselo.Non ho avuto nessun interesse per facebook, soprattutto quando,ho saputo come funziona.Penso che vedersi di persona sia molto meglio:se ti prendi una cotta o peggio ti innamori di una persona che vive in un altro continente? Forse è utile utilizzarlo al posto del telefono,per contattare i tuoi amici che conosci di persona che sono lontano.A pensarci ora ho capito per chi è utile,per le persone vanitose e in particolare mi sto riferendo a una mia personale conoscenza fatta dal vivo.

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