DALLA SOCIETA'14:53 - 23 dicembre 2009

Il Vaticano rassicura la comunità ebraica

Ratzinger sulle beatificazioni

di Lavinia Farnese
<p>Il Vaticano rassicura la comunità ebraica</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Papa Pacelli no, non sarà beatificato insieme a Papa Wojtyla. Il decreto di Benedetto XVI sulle «eroiche virtù» dei due papi, lo lasciava presagire. Li si vedeva già insieme, verso gli altari beati. E invece la Santa Sede chiarisce. È stata chiamata a farlo dalla comunità ebraica, dopo la firma in cerca di rassicurazioni: Papa Pacelli, con quel che ha lasciato fare in epoca fascista, santo, davvero non lo si può nominare, avevano tuonato le sinagoghe. Un papa, Pacelli, accusato - e lo racconta anche una targa del Museo della Memoria Yad Vashem a Gerusalemme - di non aver fatto abbastanza di fronte alla Shoah.
Ecco perché si erano accesi i toni del dialogo tra ebraismo e Chiesa Cattolica: se per decreto che riconosce le «eroiche virtù» s'intende un omaggio alla profonda fede cattolica del papa «allora non c'è alcun problema, è un affare interno alla Chiesa», avevano precisato i rabbini, ma se quelle eroiche virtù erano un «pieno giudizio storico» sull'operato del suo pontificato, allora no, il discorso era diverso e non poteva essere da loro ignorato.
A questo si aggiunge lo scherno del destino: se Pacelli e Wojtyla fossero stati beatificati insieme, il 16 ottobre 2010, da una parte sarebbe stato l'anniversario dell'elezione a Papa (per Giovanni Paolo II), dall'altra però sarebbe stato quello della deportazione degli ebrei romani. Mica un giochino da niente. Così il Vaticano corre ai ripari: per virtù s'intendevano il rapporto con Dio e la fede di Eugenio Pacelli, «non la valutazione della portata storica di tutte le sue scelte operative». E ci tiene ad aggiungere: «Il fatto che i decreti sulle virtù eroiche di Giovanni Paolo II e Pio XII siano stati promulgati nello stesso giorno, non significa un abbinamento delle due cause da ora in poi, cause che sono del tutto indipendenti e seguiranno ciascuna il proprio iter».

Noi pensiamo che: Nessuna santificazione contemporanea dunque. Ma Benedetto XVI alla sinagoga di Roma sì. Il 17 gennaio. «Un'occasione per riaffermare e rinsaldare con grandi cordialità i vincoli di amicizia e stima», dice il Vaticano. Che si vada oltre le buone intenzioni. E le beatificazioni.


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