DAL MONDO16:19 - 28 dicembre 2009

Teheran, ancora morti

15 morti dopo gli scontri tra la polizia e i manifestanti a Teheran

di Greta Privitera
<p>Teheran, ancora morti</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Non c'è tregua a Teheran. Si continua a morire in difesa delle idee, contro un regime autoritario e violento. Finalmente, oggi, i grandi capi ammettono che la repressione di ieri è stata durissima. Sono, infatti,  oltre 15 i morti negli scontri tra dimostranti e polizia, secondo il bilancio della tv di Stato. E intanto oggi l'opposizione è di nuovo scesa in piazza, e fa sapere che la polizia ha usato contro i manifestanti gas lacrimogeni per disperdere la folla. E continuano anche gli arresti eccellenti, tra cui quello del più stretto collaboratore del leader dell'opposizione Mir Moussavi.  Sempre questa mattina, agenti degli apparati di sicurezza hanno fatto irruzione nella Fondazione Baran dell'ex presidente riformista Mohammad Khatami. Si uccide per sopprimere la libertà. L'opposizione sembra intenzionata ad andare fino in fondo. Secondo la tv di Stato, "oltre 15 persone sono state uccise durante i disordini" di ieri: la fonte è il ministero dell'Intelligence. Tra i morti, "più di dieci appartenenti a gruppi anti-rivoluzionari" e "cinque a gruppi terroristici". E come sempre, in Iran, non più sms ne' internet. Tutto bloccato per paura che "gli altri vengano a sapere", ma "quegli altri" poi, sanno, almeno qualcosa s'intende, e il Canada ha parlato ieri sera di "violenza brutale" impiegata dalle forze di sicurezza iraniane contro i manifestanti dell'opposizione e ha chiesto a Teheran di rispettare i diritti umani. Gli Usa "condannano fermamente" queste violenze, ha dichiarato in un comunicato Mike Hammer, portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale. Il cancelliere tedesco Angela Merkel giudica "inaccettabile" l'intervento delle forze di sicurezza contro i manifestanti. E anche dall'Italia cresce forte il "basta alle violenze" e il presidente della Camera, Gianfranco Fini, si augura che "la comunità internazionale e l'Unione europea si facciano carico delle risposte da fornire ai tanti iraniani che scendono in piazza e mettono a rischio la propria vita per esprimere un desiderio di libertà".


Noi pensiamo che: la comunità internazionale debba avere reazioni più forti nei confronti di questi crimini. In difesa di quelle donne e di quegli uomini iraniani che lottano in difesa della libertà.


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