DAL WEB20:33 - 28 dicembre 2009

Padova, la clinica abusiva degli aborti

Scoperta dai Nas

di Greta Privitera
<p>Padova, la clinica abusiva degli aborti</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Tavolaccio da cucina, con scotch da pacchi, e una montagna di creme e unguenti i cui effetti combinati potevano simulare quelli di una pillola RU486 'made in China'. Erano queste le condizioni della sala adibita a "clinica" in cui una coppia di cinesi operava aborti clandestini, scoperti dai carabinieri del Nas a Padova. Oltre che di esercizio abusivo della professione medica, la coppia orientale dovrà rispondere anche di violazione della legge sulla detenzione e la commercializzazione di farmaci. Nell'alloggio sono state sequestrate oltre 8.000 confezioni di medicinali, assieme a flebo, pompette vaginali e pomate, soprattutto di provenienza cinese, che ora saranno fatti analizzare dai Nas. I militari credono che l'associazione di vari medicinali inducesse, nelle donne seguite dai falsi ginecologi, effetti simili alla pillola abortiva del giorno dopo. Ma ciò che ha maggiormente impressionato i carabinieri al momento della perquisizione è lo stato di quello che avrebbe dovuto essere un gabinetto medico; niente teli sterili, nessuna sicurezza igienica, per letto operatorio un tavolo in condizioni pietose e un secchio all'altezza della biforcazione delle gambe delle pazienti, tutte cinesi. Prima di essere bloccato dai militari, l'uomo aveva cercato di disfarsi di un divaricatore e di alcune garze sporche di sangue. I due coniugi aveva avviato l'ambulatorio clandestino in una stanzetta del loro appartamento, dietro la stazione ferroviaria di Padova. Secondo gli investigatori, i numerosi ganci alle pareti e i lettini improvvisati farebbero ipotizzare che le donne operate venissero monitorate per alcuni giorni dopo gli interventi. Naturalmente la clientela dell'ambulatorio era esclusivamente di etnia cinese. Queste giovani donne arrivavano anche da Milano e da Prato per farsi visitare dai due finti medici.

Noi pensiamo che: è risaputo che la comunita' cinese spesso tende a non integrarsi, ricreando una piccola Cina nel paese che li ospita, e casi come questi non sono nuovi alle autorità italiane. E' necessario che le istituzioni cittadine lavorino per aiutare l'integrazione e sopratutto riescano a creare, in questi nuovi abitanti un sentimento di fiducia nei confronti degli enti delle associazioni del Paese in cui risiedono.


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