DAL MONDO11:44 - 28 dicembre 2009

Al Qaeda rivendica il rapimento degli ostaggi italiani in Mauritania

Hanno rapito loro gli ostaggi italiani

di Lavinia Farnese
<p>Al Qaeda rivendica il rapimento degli ostaggi italiani in
Mauritania</p>
PHOTO GETTY IMAGES

La paura che dietro il rapimento nel deserto della Mauritania dei nostri connazionali Sergio Cicala, siciliano, 65 anni e la moglie Philomen Kabouree, 39  ci fosse Al Qaeda, l'avevamo avuta sin dall'inizio della storia, quando il 18 dicembre il veicolo sul quale viaggiavano era stato trovato abbandonato al bordo della strada, carrozzeria e gomme crivellate di proiettili, a pochi chilometri dal confine col Mali. Ma solo oggi ne abbiamo la prova visiva. Il sito dell'emittente Al Arabiya pubblica una foto: la coppia seduta per terra, tra sperdute sabbie africane, lui barba bianca incolta e documento stretto tra le mani, lei col volto coperto in onore della sharia che vieta di mostrare immagini femminili, e dietro cinque uomini armati, volti coperti anche loro. Con tanto di messaggio audio. Porta la data del 27 dicembre, e c'è Slah Abu Mohammed - si definisce responsabile media di Al Qaeda per il Maghreb islamico - che racconta che il rapimento è la risposta ai «crimini compiuti dal governo italiano in Afghanistan e in Iraq». Spazio per trattative, insomma, non sembra esserci. E la paura aumenta, oltre a farsi legittima. La Farnesina intanto a contatti avviati, mantiene il suo «tradizionale riserbo». In attesa dell'11 e 12 gennaio, quando il ministro degli Esteri, Franco Frattini, sarà in Mauritania per un viaggio in Africa già programmato ma che gli permetterà di seguire personalmente la vicenda. Sperando non sia troppo tardi.
 
Noi pensiamo che: Non sia commentabile, oltre che civile, un rapimento a mitra puntati sulle teste di ostaggi innocenti in risposta a vicende che si decidono - appunto, anche qui - sopra le loro teste. Che li liberino presto.


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