Dalle vittime di Teheran ai single sul web

Rassegna stampa

di Greta Privitera
<p>Dalle vittime di Teheran ai single sul web</p>

I cittadini di Teheran non trovano pace, neanche oggi. Secondo giorno di violenti scontri tra polizia e manifestanti anti-governativi durante il corteo per la festività sciita dell'Ashura. Il sito d'opposizione Jaras ha riferito che la polizia ha aperto il fuoco sui manifestanti e almeno 4 persone sono rimaste uccise e altre due ferite. Omid Habibinia, giornalista che è riuscito a entrare in contatto con alcune fonti a Teheran nonostante il blackout delle linee cellulari e di molti siti web, ha riferito invece di 5 vittime. Altre 5 vittime, sempre secondo i siti web dell'opposizione, si sono registrate nella città nordoccidentale di Tabriz. In totale sarebbero invece 15, le vittime. La polizia nega ogni coinvolgimento, sottolineando che le milizie schierate nella capitale "non sono dotate di armi da fuoco" e spiegando che 2 persone sarebbero state vittime di un incidente stradale, un altro uomo sarebbe caduto da un ponte e un quarto sarebbe stato ucciso da un colpo di pistola esploso da "sconosciuti". La comunità internazionale reagisce e in primis la Casa Bianca: "Condanniamo l'ingiusta repressione delle manifestazioni civili. I manifestanti godono dei diritti universali ad esprimere le proprie opinioni liberamente". Anche la Francia ha protestato fermamente contro la repressione violenta delle manifestazioni in corso a Teheran e nelle altre città iraniane.

Torna l'incubo del terrorismo negli Stati Uniti. Emergono sempre più dettagli sull'attentato sventato nei cieli di Detroit, e torna sotto processo il sistema della sicurezza aerea. Ormai è chiaro che solo un caso fortuito ha evitato un altro attentato in territorio statunitense, una possibile strage di 278 persone proprio il giorno di Natale. E mentre gli Usa si sentono di nuovo un paese a rischio, la Casa Bianca sceglie il basso profilo. Dalle Hawaii, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama evita le telecamere ma convoca un briefing all'alba in cui chiede un cambio radicale di regole nella sicurezza aerea e una revisione delle procedure con cui si inseriscono i sospetti terroristi nelle liste dei "no fly", coloro a cui è vietato salire su un aereo.

Giudizio durissimo quello del responsabile della protezione civile Guido Bertolaso: «Sono stufo che i nostri soccorritori perdano la vita perché le persone vanno a fare escursioni in modo sprovveduto e senza tenere conto degli allarmi».Sono le parole che hanno commentato la morte in Trentino dei 4 tecnici del Soccorso Alpino deceduti sabato sulle Dolomiti mentre cercavano due dispersi. «Oltre alle emergenze legate alle alluvioni - ha detto Bertolaso - c'è anche il dolore per i nostri ragazzi morti in Trentino per cercare di salvare la vita ad altri». Il capo della protezione civile era visibilmente avvilito e dispiaciuto. Bertolaso ha poi ripetuto: «Basta morire per gli errori di altri». Il bilancio, infatti, è pesante: 6 morti. In Trentino 4 delle vittime erano uomini esperti del Soccorso alpino. Tra i soccorritori ci sono anche 2 feriti. Erano giunti a quota 2.000 per recuperare due turisti friulani che si erano avventurati con le racchette da neve ai piedi e che erano stati travolti da un'altra slavina.

News transatlantiche: "Non c'è mai stata e di conseguenza anche i contenuti del presunto colloquio telefonico non esistono" fa sapere il portavoce di Bersani. Nessuna telefonata con Berlusconi. Nessun colloquio con il Cavaliere in cui far trasparire l'intenzione di non alzare barricate contro il legittimo impedimento. Una nota dei democratici smentisce la ricostruzione, apparsa su alcuni quotidiani, di una telefonata tra il premier e il leader del Pd.

Single da troppi anni, si tratta di Sarah Stokely, ha 36 anni, un'ottima posizione nelle pubbliche relazioni, una casa a Melbourne, buoni guadagni, un cane, un divorzio alle spalle e nessun uomo disponibile a scaldare il suo cuore. Dopo averle tentate tutte, Sarah ha deciso di chiedere aiuto al web. Con il progetto 100 Dates ha lanciato online un appello: "Uscirò con cento uomini in cento appuntamenti diversi con la speranza di trovare quello giusto". Ma inutile sgomitare per cercare di entrare nelle grazie della bionda australiana: qui non si tratta di un mega appuntamento al buio ma di un serio esperimento che unisce web e sociale. In particolare si tratta di un'insolita forma di crowdsourcing, la fortunata strategia di marketing collaborativo che ha permesso a compagnie come Wikipedia di affermarsi sul mercato. Se la vita reale non aiuta c'è sempre il web, insomma.


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