DAL MONDO18:33 - 29 dicembre 2009

I diari online di Farouk Abdulmutallab

Il giovane terrorista e i suoi diari online

di Greta Privitera
<p>I diari online di Farouk Abdulmutallab</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Esce il ritratto del baby-terrorista nigeriano, Umar Farouk Abdulmutallab , il 23enne che il giorno di Natale ha tentato di farsi esplodere a bordo di un aereo che stava atterrando a Detroit. Ed esce su internet, tramite i suoi diari online, in cui, come ogni giovane del nuovo millennio, ha affidato le sue emozioni e i suoi pensieri da post adolescente. In tutto 300 messaggi che il Washington Post ha rintracciato attraverso Facebook ed una chat islamica, entrambi frequentati con l'obiettivo esplicito di trovare amici. Farouk 1986, il suo nickname. «Il mio nome è Umar ma puoi chiamarmi Farouk» si legge in un post, ed in un altro «possa Allah ringraziarti per leggere i miei messaggi e premiarti per il tuo aiuto». Insistenti sono le richieste di contatto e di sentire dall'esterno «il vostro parere» sui pensieri messi in rete. Pensieri comuni tra i giovani, dalle normali preoccupazioni di uno studente universitario, i progetti per il futuro e la paura per i test, a qualcosa di più profondo e, con il senno di poi, preoccupante come «il dilemma tra liberalismo e l'estremismo» come musulmano. Ciò che le fonti non riferiscono - nel tentativo di trovare a tutti i costi una spiegazione di quanto accaduto - è se qualcuno abbia mai risposto ai suoi interrogativi. Da quanto è successo sul volo sembrerebbe - purtroppo - di sì.«Il profeta ha detto che la religione è facile e chiunque cercherà di caricarsi di un peso eccessivo non potrà continuare - scriveva nel 2005, a soli 19 anni - così ogni volta che mi rilasso, mi trovo a deviare ed allora devo tornare ad impegnarmi ma poi mi stanco di quello che sto facendo, per esempio memorizzare il Corano, come posso trovare un giusto equilibrio?».I messaggi iniziano nell'ultimo anno in cui Farouk frequenta l'esclusiva boarding school britannica in Togo, periodo a cui si riferiscono i messaggi in cui il ragazzo spiega di non aver «nessuno con cui parlare, con cui consultarsi, nessuno che mi sostiene quando mi sento depresso e solo; non so cosa fare e credo che questa solitudine mi può portare altri problemi». La ragione principale della sua solitudine, spiega Farouk, è la mancanza di amici musulmani. «Io cerco di socializzare con tutti, non creo conflitti, rido e scherzo senza eccedere - scrive in un altro post - mi descriverei come ambizioso e determinato, soprattutto per quanto riguarda la religione: mi impegno a vivere la mia vita quotidiana secondo il Corano e la Sunna al meglio della mia possibilità». Una devozione che spinge i compagni di scuola a soprannominarlo «Alfa», termine locale per identificare i religiosi islamici. Si descrive anche come un ragazzo «che fa sport, legge libri e guarda la tv, sempre però nei limiti concessi dalla religione». Sembra un continuo conflitto tra i principi religiosi e il mondo occidentale in cui vive, un contrasto che diventa palese quando il ragazzo scrive che la religione gli impone di «abbassare lo sguardo» in presenza di donne. «Il profeta ha consigliato ai giovani di digiunare se non riescono a trovare una moglie, ma questo non mi sta aiutando e non voglio aspettare anni prima di sposarmi» scrive ancora a 18 anni, affermando di non voler aspettare di aver concluso gli studi e di avere un lavoro. «So che i miei genitori mi potranno aiutare se mi dovessi sposare, anche se penso che loro non sarebbero d'accordo» aggiunge. Da terrorista, il quale ha cercato di essere, a ragazzo solo e fragile il quale è, un giovane incapace di trovare un equilibrio tra due mondi che tanto lo hanno attratto e formato.

Noi pensiamo che: leggere l'intimità di un criminale riporti questo ad una dimensione più umana, però, nessuna emozione, pensiero o situazione può mai giustificare una strage, che in questo caso è stata solo tentata.


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