DAL MONDO15:50 - 29 dicembre 2009

Putin e Obama, guerra fredda in armi

Il primo ministro russo ha una nuova strategia d'equilibrio

di Lavinia Farnese
<p>Putin e Obama, guerra fredda in armi</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Nelle ore in cui si scopre che era polvere esplosiva cucita in un paio di mutande, la bomba inventata dai terroristi di Al Qaeda per vendicarsi dell'Occidente, e che invece, sotto i pantaloni del nigeriano Faruk Abdulmutalleb, ha fallito, non è deflagrata come avrebbe dovuto, sull'aereo per Detroit (quando - secondo gli investigatori - avrebbe potuto senza troppe difficoltà distruggerlo) e Obama risponde a guerra totale contro i crociati con la promessa di guerra totale ai terroristi, sul suo tavolo ovale arriva un altro bel grattacapo. Firmato dal primo ministro russo, Vladimir Putin che da Vladivostok, porto sul Pacifico, dice al mondo: la Russia deve sviluppare «armi offensive» per fare fronte allo scudo antimissile americano (voluto da George Bush nell'Europa dell'Est, per contrastare i missili a lunga gittata, convertito da Obama in favore di un sistema contro missili a breve e media gittata).
E a chi gli venisse in mente una domanda «perché mai», lui anticipa: «Con una sorta di "ombrello", i nostri partner si sentiranno sicuri e faranno tutto ciò che vorranno, l'equilibrio sarà infranto e ci sarà una maggiore aggressività sia in politica che in economia». 
La strategia di salvaguardia dell'equilibrio, propone, andrebbe così: «Dobbiamo stabilire lo scambio di informazioni. Il nostro partner americano ci fornirà tutte le informazioni sul sistema di difesa missilistico e noi ricambieremo fornendogli tutte le informazioni sulle nostre armi offensive». E che armi offensive: la Russia ha appena lanciato con preoccupante successo un missile balistico intercontinentale di 22 tonnellate capace di trasportare dieci testate nucleari. La Nato lo ha battezzato - allusivamente - Satan.

Noi pensiamo che: Mosca e Washington debbano trovare al più presto un accordo, non solo sul negoziato per il disarmo nucleare, ma soprattutto non ricadendo in una nuova Guerra Fredda. Stavolta d'armamento. 


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