DAI PALAZZI18:17 - 30 dicembre 2009

"Meno male che Silvio"... ci ripensa

Berlusconi pensa di cambiare il ritornello dell'inno di partito

di Greta Privitera
<p>"Meno male che Silvio"... ci ripensa</p>

Si cambia musica nel Pdl, il Popolo della Liberta', ma lo si fa veramente. Il premier Silvio Berlusconi in persona decide, a quanto dice il quotidiano Libero, di cambiare la parte piu' famosa dell'inno di partito. Quel refrain che sta tanto a cuore a comici e teatranti, quella strofa che recita "meno male che Silvio c'e'" verra' cambiata con qualcosa del tipo: "meno male che noi ci siamo". Non e' cosa da poco. Insomma, si passa dal singolo al collettivo, dall'uno al coro, un piccolo passo indietro del premier che, se non fatto solo di facciata, potrebbe significare una presa di coscienza di questo egocentrismo esasperato, che in questo anno lo ha fortemente contraddistinto, colpa anche dei media naturalmente. Dalle feste a Palazzo Grazioli con graziose poco da Palazzo, a candidature di veline e velette, dal divorzio da prima pagina alle divisioni di partito. Un 2009 da ricordare, e rinunciare a quel "meno male che Silvio c'e'" e', forse soprattutto, ammettere che il Pdl non si identifica con la sua persona,  che un partito in una democrazia moderna rappresenta i suoi votanti non il suo grande capo. Da non dimenticare che quell' inno creò inconfessabili problemi al congresso fondativo del Pdl perché diversi esponenti di An, in particolare quelli più riottosi dinnanzi all'evidente "cesarismo" del nuovo partito strenuamente resistevano dall'adottare quel Magnificat che in verità suonava ormai molto più imperiale che cesaristico. Inutile dire che alla Fiera di Roma la questione venne risolta in maniera che più berlusconiana non si poteva. Ossia spettacolare: musica senza parole; in pratica ogni volta che il Cavaliere entrava in sala partiva lo stacchetto, e in questo modo, con la politica della musica compiuta, "Meno male che Silvio c'è" si autopromosse a inno del Pdl.


Noi pensiamo che: Un partito esiste in quanto rappresenta idee e principi non singoli individui. Speriamo che quel "noi" sia il simbolo di una cambiamento di mentalita' che possa portare verso una direzione piu' di collettivita'. E che il dibattito politico smetta di essere solo pro o contro Berlisconi.


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