DAL MONDO15:35 - 30 dicembre 2009

Obama, l'attentato in volo e il terrorismo

Dopo la fallita strage, mea culpa e promesse

di Lavinia Farnese
<p>Obama, l'attentato in volo e il terrorismo</p>
PHOTO GETTY IMAGES

Il dopo-attentato sventato sul Delta 253 Amsterdam-Detroit dello scorso 25 dicembre, è tutto all'insegna di recriminazioni, mea culpa, contrattacchi.
Recriminazioni: mentre il governo olandese ha definito l'attentato preparato «in modo professionale» ma mal eseguito, «in maniera amatoriale», e negli aeroporti olandesi arrivano i body scanner per i voli verso gli Usa (e tutti stanno con gli occhi puntati alle mutande, oltre che alle scarpe), e il 23enne nigeriano Abdul Farouk Abdulmutallab, che si sarebbe fatto esplodere in volo, autore-vittima della strage, se l'ordigno avesse funzionato, viene interrogato, nel carcere di Detroit, e racconta il suo addestramento da terrorista di al Qaeda in Yemen, quando venne portato in una sala piena di altri uomini «tutti vestiti di bianco come dei martiri» e fu incoraggiato a diventare «la punta della lancia della Nazione Musulmana».
Meaculpa: dalla base di Kanehoe Bay, nelle isole Hawaii, il presidente d'America Barack Obama dice che ci sono state delle falle gravi e inaccettabili nel sistema nazionale di sicurezza. Ad esempio: l'allarme lanciato dal padre di Farouk, passato all'intelligence alcune settimane fa, largamente diffuso, ma mai arrivato alle autorità responsabili delle liste degli individui a cui  è vietato imbarcarsi su voli di linea. «Sono in gioco vite umane», ricorda Barack. La rete antiterrorismo è pregata dunque di correre ai ripari.
Contrattacchi. In Yemen, intanto, dove il nigeriano avrebbe raccolto informazioni e esplosivo per la tentata strage, racconta la Cnn che forze speciali d'intervento Usa e l'intelligence americana, preparano la rappresaglia: di comune accordo con i militari yemeniti, stanno cercando di individuare degli obiettivi per vendicarsi dell'attentato fallito di Detroit. Con raid. Come a dire: «Come mi suoni, ti ballo».

Noi pensiamo che: Poiché a sentir gli esperti di sicurezza americani, i costosissimi scanner che spogliano i passeggeri (200mila dollari l'uno) non sarebbero comunque in grado di identificare potenziali cilindri di esplosivo plastico introdotti nell'ano del kamikaze, poiché è impensabile inoltre entrare con la lente d'ingrandimento una a una in tutte le mutande dei passeggeri all'imbarco, temiamo abbia ragione l'ex ministro dell'interno di George Bush, Michael Chertoff, quando dice che l'unico modo per dormire sonni tranquilli è «lasciare tutti gli aerei a terra». Che si tenti il tutto per tutto per la sicurezza in volo, dunque, per non darla vinta ai terroristi e rinunciare alla nostra libertà.


Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).