DALLA SOCIETA'19:17 - 04 gennaio 2010

Nuovo punto sul punto G

Così racconta una ricerca inglese pubblicata dal Journal of Sexual Medicine

di Lavinia Farnese
<p>Nuovo punto sul punto G</p>
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«Ancora pensate esista il punto G? Ma via, non crederete mica a certe storie, è solo fantasia». Non sono le chiacchiere dei soliti quattro amici al bar. Ma i risultati di scienziati inglesi del King's College di Londra. Che hanno studiato, per la prima volta, 900 coppie di gemelle mono e eterozigote, e in una ricerca pubblicata dal Journal of Sexual Medicine, rincuorano probabilmente uomini poco prestanti, affliggendo di contro quelle donne che, ispirate a Meg Ryan in Harry ti presento Sally, ci speravano ancora, a quel punto. Ora invece dovranno rassegnarsi: il luogo sacro del piacere femminile, la zona erogena che circola di più nei discorsi di tutti i terrestri, è una leggenda. Almeno secondo le testimonianze di quelle gemelle identiche che condividono i geni, ma non il punto G. Chi giurava di averlo, mentre la gemella sosteneva l'esatto contrario: di non averlo, di non sentirlo.
«Questo è di gran lunga il più grande studio mai effettuato sull'argomento», assicurano dall'Inghilterra, «e dimostra abbastanza definitivamente come l'idea di un punto G sia del tutto soggettiva. Spesso quella che viene considerata l'assenza del punto G è un modo per dare una spiegazione alle sensazioni di inadeguatezza o scarso rendimento sessuale. Non si può affermare l'esistenza di qualcosa che non è mai stato realmente individuato». Che si metta dunque un punto, su questa storia del punto G. Lo pensa anche Alba Parietti. Sono cinquant'anni, dice, che ne sente parlare ma non ha mai saputo se ce l'ha o meno:  «Ci vuole un amante all'altezza, altro che punto G. Facciamola finita con la ricerca scientifica: se si occupa di questi problemi, sono soldi spesi male». E pensare che sul famoso punto G - così chiamato in onore del ginecologo tedesco Ernst Gräfenberg, che lo descrisse per la prima volta oltre mezzo secolo fa sulla parete frontale della vagina a un'altezza di circa 2 centimetri e mezzo- hanno puntato fissi addirittura gli scanner a ultrasuoni. La sessuologa Beverley Whipple, dello studio inglese di oggi, scrive addirittura che è «pieno di crepe»: a sentire lei, non avrebbe ad esempio considerato le esperienze delle lesbiche, e delle donne bisessuali. E che dire di Emmanuele Jannini, ricercatore e docente di sessuologia medica all'Università dell'Aquila? Lui, il punto G, l'ha addirittura fotografato. Fate voi se alla ricerca del paradiso perduto o dell'Isola che non c'è.

Noi pensiamo che: pro o contro il punto G, l'importante è sperimentare.

 


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RISULTATI

INTERESSANTI IN RETE

skipper 81 mesi fa

Il punto G esiste! E chi sostiene il contrario... è per giustificare la propria incapacità! ;-) Importantissimo sperimentare... ;-)

baby_angel 81 mesi fa

secondo me esiste il punto g..

massimo73 81 mesi fa

Splendido l'incipit, interessante il "corpo" (dell'articolo), meravigliosa la chiosa... :)

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