DAI PALAZZI18:19 - 08 gennaio 2010

L'integrazione secondo la Gelmini

Il tetto del 30% per gli stranieri nelle classi istituito dalla Gelmini

di Greta Privitera
<p>L'integrazione secondo la Gelmini</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Integrare con gradualità. È questo il nuovo motto del  ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, che dall'anno prossimo ha messo un tetto del 30% per gli alunni stranieri per classe. In parole povere: a settembre, la percentuale massima di alunni con cittadinanza non italiana per ogni classe non potrà superare il 30%. Il limite verrà introdotto gradualmente dalle prime classi in tutti gli ordini di scuola e potrà essere anche oltrepassato se gli stranieri da integrare avranno già le competenze linguistiche per essere inseriti senza difficoltà. Ma è facile prevedere che la disposizione, contenuta nelle "Indicazioni e raccomandazioni per l'integrazione di alunni con cittadinanza non italiana", susciterà polemiche. La norma in questione sembra pensata per le realtà del Nord, alle prese in questi ultimi anni molti alunni stranieri. «La presenza di stranieri nella scuola italiana, spesso concentrati in alcune classi, spiega il ministro, non è certo un problema di razzismo ma un problema soprattutto didattico». «Lo sanno - continua - le molte mamme che vedono la classe dei loro figli procedere a due velocità di crescita formativa, con alcuni studenti che rimangono indietro ed altri che riescono ad andare avanti meglio». Il ministro prosegue dicendo che «oltre al tetto è fondamentale prevedere classi di inserimento di durata limitata per poter insegnare la nostra lingua a chi è appena arrivato in Italia a un livello sufficiente per non sentirsi in difficoltà con i coetanei». L'intero pacchetto mira anche ha tutelare le tradizioni italiane ed evitare le "classi ghetto" presenti in alcune zone del Paese. Dicono.
E il Pd non tarda a rispondere: «Questo provvedimento del Governo è sbagliato». Lo sostiene Francesca Puglisi, responsabile nazionale Scuola del Partito Democratico. «Si cerca di rispondere a una giusta preoccupazione - ha detto la Puglisi - quella di non creare classi ghetto, con un metodo però assolutamente sbagliato, limitando il diritto di accesso all'istruzione garantito dalla nostra Costituzione e dalla dichiarazione universale dei diritti dell'infanzia e dell' adolescenza. Sbagliato, tra l'altro, pensare che ogni bambino immigrato di per sé costituisca "un problema" per la didattica della classe. Chi ha frequentato un percorso di scolarizzazione dalla scuola dell'infanzia - ha detto ancora la Puglisi - o è nato addirittura nel nostro Paese ha le stesse competenze linguistiche dei bambini Italiani».

 

Noi pensiamo che: già, l'integrazione è un dilemma. Però sul tram capita di incontrare persone italiane che l'italiano, poi, così tanto bene non lo sanno.


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RISULTATI

INTERESSANTI IN RETE

molly 83 mesi fa

Esatto... chissà ora chi va a lavorare in Calabria. Siamo un popolo pregno di paura. Non siamo capaci di accettare il diverso. In ogni situazione: dal vicino di casa al compagno di scuola. La multicuralità è la chiave del futuro.

LaSapienza 83 mesi fa

Trovo che i bambini stranieri nella maggior parte dei casi abbiano addirittura molta più voglia di studiare e molto più rispetto per le insegnanti. E' un provvedimenti per far contenta la Lega e i fascisti. Tra l'altro ora voglio vedere i Calabria che va a lavorare nei campi...

molly 83 mesi fa

io dire la disintegrazione secondo la Gelmini. Quella Signora non dovrebbe fare il ministro dell'istruzione.

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