DAL WEB12:26 - 08 gennaio 2010

Immigrati d'Italia, a Rosarno

Tensioni e rivolte in Calabria

di Lavinia Farnese
<p>Immigrati d'Italia, a Rosarno<strong><br />
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PHOTO GETTY IMAGES

Rosarno, Piana di Gioia Tauro, provincia profonda di Reggio Calabria. Scene da rivolta, da guerriglia urbana, iniziata ieri sera, e stamattina ancora in aria, insieme agli spari, a centinaia d'auto distrutte, e altrettanti cassonetti divelti e svuotati sull'asfalto, da migliaia di lavoratori extracomunitari armati di spranghe e bastoni, impegnati lì nel settore agricolo (come, lo racconta Vanity Fair), accampati in condizioni inumane in una vecchia fabbrica in disuso e in un'altra struttura abbandonata. A far scoppiare la protesta, ieri sera, sembrerebbe sia stato il ferimento di un immigrato africano, a colpi di fucile.  Intanto, però , è scattato nella notte l'arresto per sette clandestini. A ragione preoccupato è Agazio Loiero, presidente di una Calabria in cui, secondo la Cgil, nel 2007 a fronte dei 6.400 autorizzati, si stima vi siano stati circa 20 mila lavoratori stranieri stagionali impiegati nel settore agricolo: «Quello che sta avvenendo è il frutto di un clima di intolleranza xenofoba e mafiosa. Auspico che dal ministero dell'Interno arrivi una forte iniziativa che tutelando i cittadini di Rosarno tuteli anche quei tanti disperati contro cui si è indirizzata la violenza criminale». Il ministro degli Interni Roberto Maroni chiamato in causa non ha mezze idee: «In questi anni è stata tollerata, senza fare nulla di efficace, l'immigrazione clandestina che ha alimentato la criminalità e ha generato situazioni di forte degrado come quella di Rosarno», ha detto. I cittadini, chiedono intanto l'immediato allontanamento degli immigrati. La situazione resta tesa, seguita a vista da polizia e carabinieri. E il problema, dicono certi alcuni, è più grande di quello che già sembra: «Il problema degli immigrati è collegato a quello della 'ndrangheta», ha detto don Pino Demasi, vicario generale della diocesi di Oppido-Palmi e referente in Calabria dell'associazione antimafia Libera di don Ciotti. «C'è uno sfruttamento pilotato da parte della criminalità e questo a causa dell'assenza dello Stato, che deve tornare a intervenire».

Noi pensiamo che: Sia necessario un intervento vero contro il degrado e per l'integrazione dei clandestini, affinché la situazione torni alla normalità. In Calabria e nel resto d'Italia.

 

 

 


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RISULTATI
Marina 83 mesi fa

Questi sono i brillanti risultati della politica del (futuro?) partito dell'amore...

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