Dagli aerei su Chavez alla Google mania

Rassegna stampa

di Lavinia Farnese
<p>Dagli aerei su Chavez alla Google mania</p>

Tensione tra Sud e Nord America. Il presidente venezuelano Hugo Chavez accusa gli Stati Uniti di aver violato lo spazio aereo del suo Paese, con la complicità dell'Olanda. «Un'azione provocatoria», l'ha definita. «Ho dato ordine a due F-16 d'intercettare un aereo americano che in due occasioni ha violato il nostro spazio aereo complessivamente per più di 30 minuti», ha tuonato Chavez. Gli Stati Uniti smentiscono, anche davanti all'evidenza di una foto che ritrae l'aereo da ricognizione marittima P-3 Orion mentre veniva scortato fuori dallo spazio aereo e invitato così a rientrare alla base nell'isola caraibica olandese di Curazao. «Stanno utilizzando i territori coloniali delle Antille olandesi contro il nostro Paese», va a fondo Chavez, che non si convince: per lui, i vicini nordamericani stanno preparando un attacco ai suoi territori.

Dal Corriere della Sera invece una storia unica, nell'America del patibolo che nei primi 10 giorni del 2010 ha già giustiziato due uomini in Texas e uno in Louisiana. Amber Cummings, 32 anni, il 9 dicembre ha ucciso il marito neonazista mentre dormiva, dopo aver subìto per lungo tempo abusi fisici e averlo visto infierire sulla figlia di 9 anni. Poi, Amber ha aiutato le autorità a scovare l'arsenale terroristico che lui teneva nascosto nel garage di casa, in grado di provocare uno sterminio di massa per protestare contro la presidenza Obama. Rischiava, per il suo omicidio, 8 anni di carcere. E invece non sconterà per il suo delitto neanche un giorno dietro le sbarre. Lo ha deciso il giudice del Maine, Jeffrey Hjelm, per cui la donna -affetta dalla sindrome della moglie maltrattata (così sosteneva la difesa)- avrebbe freddato il marito sparandogli due colpi alla testa per autodifesa. Il grilletto era di una Calibro 45, e lui russava ancora, nella loro villa di Belfast.

Dovrà abbandonare la coppa d'Africa, la nazionale del Togo. In un agguato al pullman in cui viaggiava la squadra, al confine tra Congo e Angola, l'allenatore in seconda Hubert Velud e l'addetto stampa restano uccisi, insieme all'autista, mentre altri 9 ne escono feriti. Uno dei portieri, Kodjovi Obilalé, è, sopra tutti, in condizioni gravi, gravissime. L'attacco -a colpi di mitra- è stato rivendicato dal Fronte di liberazione dell'enclave di Cabinda (Flec): dal 1975 si batte per l'indipendenza di questo territorio stretto tra la Repubblica democratica del Congo e il Congo-Brazzaville. Mentre anche le altre squadre meditano di desertare il torneo, beffa del destino il Togo oltre la tragedia rischia anche la sanzione: 50mila dollari per essersi ritirati dalla competizione a meno di venti giorni dal suo inizio. Ci chiediamo se non sia il caso di prevedere che siano successe «cause di forza maggiore».

Ha soli 14 anni, è inglese, e di Harry Potter ha non solo questo, ma anche la genialità. Arran Fernandez sta infatti per diventare il più giovane studente a Cambridge da 237 anni a questa parte. Il test di ammissione l'ha già superato. Il ragazzo non ha mai frequentato scuole, ha sempre studiato a casa, ed è un mostro della matematica, roba da far invidia (non solo anagrafica) a Russel Crowe in A beautiful mind, e da battere, secondo il padre, il record di William Pitt the Younger, precoce uomo politico britannico del XVIII secolo.

Google, infine, è una parola che ben conoscete. Non sorprendetevi, perché è la più cercata del decennio. L'hanno scelta i linguisti dell'American Dialect Society, che, riuniti a Baltimora, pescano come da tradizione lunga 121 anni, tra milioni la parola dell'anno. Quella del 2009, ad esempio, è stata tweet, cinguettare. E oggi, all'alba del 2010 c'entra con Twitter, e non con gli uccellini della mattina. A  proposito, buona domenica.


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