DALLA SOCIETA'19:16 - 12 gennaio 2010

Il carcere solo per trans. E Alfano in emergenza/1

Tantissimi i detenuti. Non a Pozzale, Empoli. Dove apre il carcere per soli trans

di Lavinia Farnese
<p>Il carcere solo per trans. E Alfano in emergenza/1</p>

Le carceri d'Italia sono gonfie, gonfie di 65mila detenuti, di cui 24mila stranieri, stretti chi più chi meno in celle piccole e anguste. Tutto questo mentre a Pozzale, vicino Empoli, un istituto femminile «a custodia attenuata» - inaugurato l'8 marzo 1997 e andato in crisi con l'indulto - si svuota delle sue detenute tossicodipendenti riabilitate, e diventa il primo carcere d'Italia per soli trans. Chissà quanto c'entri lo scandalo Marrazzo, visto che la trasformazione c'è stata il primo gennaio, ed era vuoto, prima, e quasi inutilizzato. Mica un buco: mille metri quadri, 26 celle spaziose e ben arredate, una biblioteca, una sala ricreativa, un gabinetto dentistico, l'infermeria, un campo di calcetto, se non bastasse un ettaro di terra coltivata a ulivi e un'azienda agricola dove si producono vino e olio. Che costava al contribuente anche 4mila euro al giorno, coi suoi 22 addetti alla sorveglianza e 6 operatori, per garantire un servizio a sole due recluse. Un paradosso tale che qualche tempo fa la Regione Toscana istituì un tavolo d'emergenza per lanciare un appello a tutti i penitenziari del territorio nazionale: «Cercasi detenute». Oggi, le detenute le hanno trovate: trans - le prime provengono dal carcere fiorentino di Sollicciano - che staranno in celle singole, come in albergo, faranno corsi di cucina e cucito, teatro, coltiveranno l'orto, pubblicheranno un periodico, anche, forse. Non ne parla, il ministro della Giustizia Angelino Alfano, in una giornata in cui i temi sul suo braciere sono tanti, e scottanti, appunto, come la riforma della giustizia, il processo breve, e i giri che vengono da questa giostra. Oggi lui chiede solo lo stato d'emergenza. Ed è diametralmente inverso a quello della Regione Toscana. Altro che «cercasi detenute». Qui, nelle carceri, ci sono troppo pochi agenti, e tanta troppa gente. Per questo il guardasigilli annuncia per il 2010 un nuovo piano, che porti le capacità del nostro sistema penitenziario a circa 80 mila posti, e che «sarà presentato in Consiglio dei Ministri». Domani, 13 gennaio. Ma già oggi si conoscono quali saranno i pilastri d'intervento. Saranno tre: «un piano di edilizia giudiziaria che ponga il nostro Paese al livello delle sue necessità», poi «norme di accompagnamento che attenuino il sistema sanzionatorio per chi deve scontare un piccolissimo residuo di pena», infine  «una politica del personale che porterà all'assunzione di 2mila nuovi agenti di polizia penitenziaria» per «migliorare la condizione complessiva delle nostre carceri». E per chi come il capogruppo del Pd, Dario Franceschini si preoccupa dell'abuso di uno stato di emergenza, Alfano trova parole di rassicurazione: «Lo stato d'emergenza non è il preludio di un abuso, ma uno strumento di efficienza». Nel 2010, ha chiuso poi il ministro, «intendiamo realizzare un numero di posti che ci consentano di tamponare l'emergenza, affiancando una serie di norme che deflazionino la presenza in carcere. Negli ultimi due anni, i detenuti sono aumentati di 700-800 al mese , vogliamo realizzare un numero di posti che ci consenta di tamponare l'emergenza con efficienza e trasparenza».

Noi pensiamo che: È l'Italia, bellezza.


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