DALLA SOCIETA'17:10 - 13 gennaio 2010

Il carcere solo per trans e Alfano in emergenza/2

Seconda puntata sulla situazione penitenziaria in Italia. A partire da Pozzale

di Lavinia Farnese
<p>Il carcere solo per trans e Alfano in emergenza/2</p>

«Chiariamo subito un equivoco facile: nulla c'entra, la conversione dell'istituto di Pozzale da penitenziario femminile a primo penitenziario per soli trans , con la vicenda dello scandalo Piero Marrazzo: è stata decisa molto prima, in tempi non sospetti». Maria Pia Giuffrida, provveditore toscano per l'amministrazione penitenziaria, è colei che ha proposto e sta organizzando il trasferimento dei trans gender in quelle che saranno le prime celle a loro totalmente dedicate. Questo, nel giorno in cui sul piano carceri il ministro della Giustizia Angelino Alfano incassa il via libera del Consiglio dei Ministri, che approva così in uno stato di emergenza - che durerà fino al 31 dicembre 2010 - la costruzione, con 600milioni, di nuovi istituti per sconfiggere con 80mila posti l'annoso problema del sovraffollamento (sfioriamo i 65mila detenuti contro una capienza regolamentare di 44mila posti). Oltre ad applaudire le altre misure, contenute nel provvedimento, come la detenzione domiciliare ai condannati per reati non gravi ai quali resta da espiare un anno, e l'assunzione di duemila agenti penitenziari.
Paradosso della sorte, l'istituto di Pozzale, mentre i motori delle riforme del sistema si scaldano, è stato già svuotato delle sole due detenute che vi vivevano sorvegliate da 22 agenti, ed è già in ristrutturazione. Entro fine gennaio verrà consegnato proprio al provveditore Giuffrida: «Poi subito dopo inizieremo la formazione del personale e a brevissimo sarà ripopolato». Da sole trans, appunto. Se non come coda dello scandalo Marrazzo, perché avete scelto di destinare una struttura altrimenti scarsamente utilizzata proprio alle trans, con tutti questi problemi d'affollamento che ci sono? «Avevamo pensato anche ai semiliberi», ci spiega lei, «ma poi abbiamo scelto le trans per una valutazione quantitativa: il rapporto tra reati da loro commessi e la capienza dell'istituto calzava a pennello». Reati che s'immaginano: prostituzione, droga e sfruttamenti vari. «Cercheremo di mantenere le celle singole, come forma di rispetto al detenuto». Non le sembra di ghettizzarle, così? «Assolutamente. Allora si dovrebbe parlare di ghettizzazione anche nella divisione tra istituti maschili e femminili. È la qualità dell'intervento, a contare». Ottimo, secondo Vladimir Luxuria: «Io ho visitato molte carceri italiane quando sono stata parlamentare, per vedere e verificare le condizioni in cui si trovano le detenute trans gender», racconta. «A parte il carcere di Belluno, diretto da una donna, e forse non è una coincidenza, dove le persone trans sono trattate con tutto rispetto, ho registrato nella maggior parte dei casi il fatto che una trans non deve solo, e giustamente, scontare la pena per il reato commesso, ma deve scontare una doppia punizione, in quanto trans». E a chi le chiede dove questo accade, lei risponde: «A Rebibbia, ad esempio, riscontrai che i detenuti avevano diritto a due ore d'aria al giorno, le trans a sole due ore la settimana. A loro non era poi concesso l'accesso alle biblioteche e a qualsiasi attività creativa. Tutto questo, per tenerle il più possibile divise dagli altri detenuti, dato che  erano tenute in un braccio speciale della sezione maschile». E il braccio speciale maschile per chi si sente nata in un corpo di uomo sbagliato sì, che è una ghettizzazione. Meglio, dunque, inserirle in una struttura femminile. In cui, peraltro, la direttrice è una donna, Margherita Michelini. «Dove gli agenti penitenziari», raccomanda ancora Luxuria, «possano essere formati per rapportarsi con loro, usando il femminile, per esempio, evitando così reazioni violente, dando loro la possibilità di continuare la cura ormonale che di solito viene interrotta. E contro la loro volontà».

Noi pensiamo che: Lì, le trans detenute oltre a scontare la pena potranno leggere, e essere trattate con rispetto. Un fiore all'occhiello, potrebbe diventare Pozzale, che riscatta il tarlo del sovraffollamento. In attesa della realizzazione dei buoni propositi del ministro Alfano.  


Condividi:
  • Twitter
  • Facebook
  • Delicious
RISULTATI
Lunghezza massima del commento: 1000 caratteri
Style.it si riserva di cancellare commenti con contenuto diffamatorio o volgare, i messaggi autopromozionali e/o commerciali, oppure in cui vengano indicati dati sensibili o personali (indirizzi mail, numeri di telefono,...).