DALLA SOCIETA'13:05 - 14 gennaio 2010

Paola Turci: «Io ad Haiti ci torno»

Paola Turci e il terremoto di Haiti

di Greta Privitera
<p>Paola Turci: «Io ad Haiti ci torno»</p>

Romana, Paola Turci è la cantautrice di Attraversami il cuore. E il suo, di cuore, da martedì guarda ad Haiti. Alle vittime del devastante terremoto che ha spezzato migliaia di vite. Lei, che ad Haiti c'era già stata da volontaria e che quelle facce le ha conosciute, oggi si commuove dal dolore.

Cosa prova davanti a tanta distruzione?
«Sono dilaniata dal dispiacere. Due anni fa io ero lì. Li ho visti. Conosco quei posti. Sono impressi dentro di me come nitide polaroid, e fa ancora più male. La notte di mercoledì sono venuta a conoscenza della tragedia di Port du Prince e di mattina mi sono fiondata in Fondazione Rava, nella sede romana, per avere notizie, per saperne di più. Ho aperto la porta e piangevano tutti.  Tutti i volontari del centro erano distrutti dalle ultime segnalazioni».

Quindi, anche lei, come Martina Colombari, è legata alla Fondazione Rava?
«Si, grazie a mia sorella Francesca. Questa fondazione nasce da una storia di sorelle che assomiglia un po' alla nostra. Maria Vittoria Rava è la fondatrice, e ha dedicato l'associazione a sua sorella morta in un incidente stradale. E anche io anni fa ho rischiato di perdere la vita in macchina. Mia sorella collabora da 4 anni con loro e va spesso ad Haiti come volontaria. Io, affascinata dai suoi racconti, ho deciso di seguirla. Venire a conoscenza di certe realtà ti cambia la vita e il modo di vedere le cose. Non era la prima volta che visitavo un Paese del terzo mondo, sono stata in Vietnam per esempio,  ma Haiti si è impossessata di me. Sono quelle piccole braccia di bambini che  disperate mi chiedevano l'acqua, quelle emozioni così contrastanti da fare male, quella sensazione di poter fare qualcosa. Durante il mio soggiorno ho cantato nelle slums, ho fatto un concerto per la gente del posto, ed è stato il concerto più commovente della mia vita. Mi ricordo che dopo ho dormito tantissime ore, le emozioni erano così forti che mi sentivo totalmente svuotata. Pensare che ora a dolore si sia aggiunto altro dolore mi annienta».

E adesso, che cosa pensa di fare?
«Stavamo organizzando un viaggio ad Haiti per i primi di febbraio. Ci sarebbe dovuta essere l'inaugurazione del Villaggio dei Mestieri, una struttura costruita dalla Fondazione Rava per gli haitiani che vogliono imparare un nuovo lavoro, e io ci volevo essere. L'edificio, dopo la tragedia del terremoto, accoglie i malati degli ospedali distrutti dal sisma. Non so se posticiperemo il viaggio, non lo so, ma la mia voglia di tornare è ancora più forte. È vero, nella distruzione c'è sconforto ma c'è ancora più volontà di ricostruire. Vorrei fare un appello, è la cosa a cui tengo di più. Per aiutare basta veramente poco, e lo si può fare anche dalle nostre case andando all'indirizzo internet  www.nphitalia.org e con una piccola donazione. Servono soldi, medicinali e mani volenterose. Haiti ha bisogno di noi».

 


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angela 80 mesi fa

mi si è strinto il cuore e gli occhi hanno versato lacrime di dolore...sono anni che seguo paola turci e il suo impegno nel sociale è unico...Dio esiste e siamo per fortuna ancora molti a non dimenticarci di queste persone,di bambini che non hanno nulla ma sanno regalarci sorrisi,uniamoci per haiti

Steffy 80 mesi fa

Sono vicina alla popolazione haitiana e nn ci sono altre parole da aggiungere al loro sconforto. E' tutto apocalittico e disumano!

margherita 80 mesi fa

Purtroppo le disgrazie vanno a braccetto con la povertà. In Giappone il terremoto del 2008 di grado 7,2 della scala Richter ha fatto 3 morti. :(

margherita 80 mesi fa

Purtroppo le disgrazie vanno a braccetto con la povertà. In Giappone il terremoto del 2008 di grado 7,2 della scala Richter ha fatto 3 morti. :(

sere 80 mesi fa

La Turci si è sempre distint aper il suo impegno nel sociale... che bello quando una città si imposessa di un'anima

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