Da Haiti a Scotland Yard gay-friendly

Rassegna stampa

di Lavinia Farnese
<p>Da Haiti a Scotland Yard gay-friendly</p>

Non si contano. Le vittime del terremoto che con magnitudo 7 martedì ha colpito al cuore e devastato Haiti, uno dei paesi più poveri del mondo, il più povero d'America. C'è chi parla già di 100mila morti (il premier Jean Max Bellerive). Chi ne teme 500mila (come il senatore haitiano di opposizione, Youri Latortue). Difficile saperlo. Secondo l'Onu però, il sisma ha colpito in vario modo dai 3 ai 3,5 milioni di persone, oltre un terzo della popolazione totale. La Farnesina sta «verificando la notizia di una vittima italiana», e quella di un testimone, che racconta di «italiani in un hotel crollato» tra i 190 presenti sull'isola al momento del disastro. Le comunicazioni restano difficili, i quartieri rasi al suolo distrutti completamente, senza più una persona se non sotto le macerie tanti, come i deceduti tra i caschi blu. Gli sciacalli, già in azione. Anche considerando il fatto che è crollato il carcere e tutti i detenuti superstiti sono scappati via. Si temono, intanto epidemie. E gli ospedali non ci sono più. Il Papa dice: «Ora serve la generosità di tutti». Barack Obama cambia le parole, ma il messaggio è lo stesso. C'è un bisogno disperato di materiale e personale medico, spiega la Croce Rossa. Chiese, scuole, ospedali sono crollati, l'acqua scarseggia, migliaia di persone non hanno più una casa, aggiunge il portavoce del Palazzo di Vetro Martin Nesirsky. La gara internazionale alla solidarietà è già iniziata.

A Salerno, sentenza rivoluzionaria in materia di procreazione assistita. Il giudice Antonio Scarpa ha infatti dato il via libera per la prima volta in Italia alla diagnosi genetica preimpianto per una coppia fertile portatrice di una grave malattia ereditaria, l'Atrofia Muscolare Spinale di tipo 1 (SMA1), che causa la paralisi e atrofia di tutta la muscolatura scheletrica, oltre a costituire la più comune causa genetica di morte dei bambini nel primo anno di vita, con un decesso terribile, peraltro, per asfissia. Prima deroga vera alla legge 40 del 2004, dunque, per cui la coppia non aveva potuto accedere alle pratiche di fecondazione assistita, visto che è permessa solo per casi di infertilità e sterilità. Una deroga attesissima: nel 2003 avevano visto morire una figlia di appena 7 mesi, colpita dall'atrofia muscolare spinale. Poi, nel 2005, è arrivato un bambino sano. Infine tre aborti perché «questa malattia è assolutamente incompatibile con la vita», dice la mamma. «Ho avuto 5 gravidanze - chiude - un figlio solo e 4 lutti».

Benedetto XVI incontra e perdona Susanna Maiolo, la giovane svizzera di 25 anni che la notte della vigilia di Natale lo ha fatto cadere nella Basilica di San Pietro. Un colloquio di pochi minuti, a conclusione dell'udienza generale del mercoledì. La donna - da poco dimessa da un centro specializzatto di Subiaco dov'è stata sottoposta a trattamento sanitario obbligatorio -ha espresso al Papa il suo dispiacere per quanto avvenuto. E Ratzinger le ha dunque concesso «il suo perdono e il proprio augurio per la sua salute». Questo, mentre un'amica della Maiolo rivela che "l'attentatrice" si era procurata l'invito alla messa del Papa con un nome falso.

E mentre Alessandro Sardelli, conosciuto a Roma come lo Svastichella che il 22 agosto scorso aggredì davanti al Gay Village di Roma una coppia gay (ferendo gravemente con il coccio di una bottiglia un giovane di 31 anni), viene in Italia condannato a sette anni di reclusione per tentato omicidio, lesioni e porto improprio di arma, Scotland Yard diventa gay friendly. La polizia britannica - un pilastro, in fatto di machismo - risulta infatti ai primi posti nella graduatoria pubblicata ogni anno dall'associazione per i diritti dei gay Stonewall sui datori di lavoro migliori per omosessuali. Prima in classifica la società informatica Ibm, ma già dalla seconda posizione, s'affolla, la polizia: quella della contea dell'Hampshire, le forze dell'ordine del Kent, del Merseyside e delle West Midlands, oltre a quella londinese, appunto. Tutte nella top 20. E pensare che solo negli anni Settanta la polizia era l'istituzione simbolo, dell'omofobia.


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