Marina Litvinovich, che si oppone a Putin

La donna di oggi

di Greta Privitera
<p>Marina Litvinovich, che si oppone a Putin</p>

Si chiama Marina Litvinovich, era la responsabile del sito Internet di Vladimir Putin, ex presidente della Russia, ed è passata dall'altra parte della barricata come portavoce di Garry Kasparov, l'ex campione mondiale di scacchi passato alla politica di opposizione a Putin nel partito L'altra Russia. Marina, in un'intervista al Corriere della Sera, ha detto che poteva più tollerare la sua totale assenza di semplici sentimenti umani come la compassione.  E adesso, donna coraggiosa dalla figura esile, la Litvinovich è ormai uno dei volti più scomodi dell'Ex Unione Sovietica.
A soli 35 anni e con due figli avuti da due uomini diversi, ha deciso di fare opposizione, in un Paese dove dire mi oppongo significa rischiare la prigione, convivere con la paura, sopportare sacrifici, vivere senza soldi e avere una certa dose di coraggio. Dice Marina: «Di recente mi hanno arrestata e portata al commissariato di polizia: volevano trattenermi tutta la notte. Il problema è che sto allattando e non posso saltare la poppata. Così i miei amici mi hanno portato il tiralatte in una condizione d'igiene spaventosa e di totale mancanza di privacy». Ecco che cosa significa, racconta al Corriere. Ma Marina continua la sua opposizione e lo fa soprattutto tramite Internet perché i pestaggi e gli omicidi hanno fatto praticamente scomparire l'inchiesta giornalistica, in Russia. Con la sua campagna di sensibilizzazione è riuscita a fare scarcerare esponenti dell'opposizione: una donna incinta, Svetlana Bachmina, l'ex avvocato della compagnia petrolifera Yukos, ostaggio della campagna avviata dall'entourage di Putin contro la Yukos stessa e il suo presidente Michail Khodorkovskij, in carcere in Siberia. E, anche se Putin rimane il politico più influente del Paese e la paura che diventi ancora presidente nel 2012 è tanta, vede positivamente il piccolo distacco che Dimitri Medvedev, attuale presidente russo, ha preso dall'ex capo del governo nel 2009, e la fa sperare in un cambio di direzione del Paese.
Nonostante la repressione, la censura e la paura, Marina non riesce a immaginare di vivere lontano dalla Russia che ama. Desidera che i suoi figli crescano e parlino russo. «Poi certo, come tutti, ho paura di una morte stupida e non vorrei fare la fine di Anna Politkovskaja»: la giornalista russa, molto conosciuta per il suo impegno sul fronte dei diritti umani, e per la sua opposizione allex Presidente Putin. Anna Politkovskaja è stata assassinata nell'ascensore del suo palazzo, mentre stava rincasando. Ma lei, Marina, la Russia non la lascia.
Marina poi, è soprattutto donna e mamma, e tra un appuntamento e l'altro, un libro e un blog, trova anche il tempo di portare i suoi bambini al cinema.

Noi pensiamo che: donne e mamme contro. Molte di noi si sentono un po' Marina: dentro.


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