DAL MONDO15:19 - 17 gennaio 2010

Da Haiti il ritorno dei primi italiani

Tornano i primi italiani da Haiti

di Greta Privitera
<p>Da Haiti il ritorno dei primi italiani</p>

Alle 11 e 51 di questa mattina è atterrato all'aeroporto militare di Campino, a Roma, il Falcon 900 con a bordo 13 italiani sopravvissuti al terremoto di Haiti. Ad accogliere i superstiti, gli abbracci dei loro cari e il sindaco di Roma Gianni Alemanno. Del gruppo fanno parte quattro nuclei familiari con due bambini di due anni, più un altro bimbo di 10 mesi. Con loro ha viaggiato anche un gatto, Pites, che appartiene a uno dei piccoli, Leonardo.
Intanto restano dispersi ancora 12 italiani e si teme soprattutto per la vita di tre di loro: due funzionari Onu e un uomo rimasto sepolto sotto un supermercato.
I soccorritori continuano a cercare superstiti tra le rovine senza arrendersi. Il ministro degli esteri Franco Frattini annuncia: «Siamo disponibili da ora a cancellare il debito che Haiti ha verso l'Italia, sono 40 milioni di euro». Sull'isola caraibica continua la corsa contro il tempo per il salvataggio dei superstiti, nel quinto giorno dopo la catastrofe che ha devastato Haiti: una squadra di soccorritori arrivati da Israele è riuscita la scorsa notte a estrarre dalle macerie della capitale Port-au-Prince un uomo di 58 anni ancora in vita. Ma le ore che passano, le condizioni disastrose in cui si lavora sul posto, la mancanza di mezzi e il caos in cui è sprofondata l'isola, indeboliscono le speranze di trovare persone ancora vive. L'Onu fa sapere da Ginevra che la squadre di soccorso non si danno per vinte: «Il morale delle squadre resta molto buono», ha detto una portavoce, Elisabeth Byrs. I soccorritori «restano convinti che persone vive possono ancora essere estratte dalle macerie». In prima linea i chirurghi di Medici senza frontiere che operano anche senza anestetici.

Noi pensiamo che:
bentornati agli italiani. Ma il cuore è con i sopravvissuti rimasti ad Haiti, senza niente. Senza anestetici.


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RISULTATI
manuela 83 mesi fa

Deve essere un inferno. Le immagini che passano i telegiornali sono immagini di disperazione, mi sembra peggio di una guerra. Il mio pensiero va a quei bambini dall'infanzia rovinata. aiutiamoli.

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