DAI PALAZZI14:31 - 18 gennaio 2010

Bamboccioni d'Italia. Come Brunetta

Il ministro propone una legge che li obblighi a uscir di casa a 18 anni

di Lavinia Farnese
<p>Bamboccioni d'Italia. Come Brunetta</p>

Altro che in viaggio con papà. Se Alberto Sordi potesse ancora, farebbe il capitolo secondo: in casa, con papà. Perché sgomitiamo con Irlanda e Spagna per un primato di cui non andar tanto fieri: quello dei venti/trentenni che vivono ancora coi genitori, che si fanno fare il letto ancora da mamma. Il 70% dei giovani italiani, per l'esattezza, sono assimilabili alla categoria bamboccioni. Fortuna c'è la Francia, fortuna c'è la Gran Bretagna, fortuna ci sono Svezia e Germania, dove la scelta scatta prima. E fortuna anche ci sono Renato Brunetta e Maria Stella Gelmini. Che sul tema sono in vena di fare ramanzine. 
Succede da quando una sentenza del giudice di Trento ha condannato un padre sessantenne a mantenere la figlia trentaduenne fuoricorso da otto all'università e ancora senza un lavoro. 
E pensare che anche anche l'ora ministro della Pubblica Amministrazione Brunetta è un ex bamboccione: «A 30 anni non ero capace di rifarmi il letto», confessa. E adesso spara nel mucchio: i ragazzi di oggi  «sono le vittime di un sistema e organizzazione sociale di cui devono fare il "mea culpa" i genitori, ci vuole una legge - dice - che non inviti ma costringa a uscire dal bozzolo familiare fin dai 18 anni. Una norma che obblighi i nostri figli a diventare indipendenti». Facile, a dirsi, ma i sistemi di welfare non è detto remino a favore, non ovunque esiste un sussidio statale (degno di tale nome) per chi studia e per chi cerca lavoro, e restare in casa è spesso una scelta obbligata più che una convenienza, visto che - prendiamo l'Italia  ad esempio - la durata degli studi per mettersi in tasca un diploma di laurea è quella che è, e anche i tempi, sono quelli che sono. Gioca contro poi l'occupazione in anni di crisi precaria, a tempo parziale, insufficiente. E mentre il ministro Roberto Calderoli rimprovera «all'amico Brunetta di averla fatta fuori dal vaso»; mentre il presidente del deputati dell'Idv, Massimo Donadi, boccia «l'ennesima proposta senza senso di Brunetta» e sottolinea che per andare via di casa ai «ragazzi italiani serve il lavoro e non norme inutili», nel polverone fa il suo ingresso anche la proposta del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini: «Ragazzi, andate via presto da casa», consiglia, «e avrete successo», assicura. Chissà che strada scegliere, in un solo Paese che ha più di 900 indirizzi di studi. Il ministro della Gioventù Giorgia Meloni intanto provoca, e la butta lì: «Perché non fare una legge per imporre ai baby-pensionati di dare indietro i soldi presi finora, in modo che possano essere reinvestiti creando opportunità per i giovani?».

Noi pensiamo che: c'è una sindrome di Peter Pan che spinge gli uomini a restare bambini. Colpa di Peter Pan, delle mamme o del sistema? Guardiamo in famiglia.


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RISULTATI
nevio 83 mesi fa

oltre a condividere la proposta del ministro Giorgia Meloni propongo possa farsi interprete di una legge per i deputati onorevoli, ministri, senatori e quanti altri che hanno a che fare con attivita politico governative che arrivati alla raggiunta eta pensionabile lascino qualsiasi incarico e posto ai giovani banbocioni rimasti nel bozzolo ben oltre i 18 anni godendosi la poco meritata pensione da ministro nonche ulterire previlegio ma come tutti i comuni mortali o peggio ancora ex imprenditori DISOCUPATI privi di qulsiasi previlegio ammortizatore sociale, pensione per mancanza di eta contributiva,invalidita,inabilita come il sottoscritto banbocione di 43 anni che vive ancora nel bozzolo dei genitori. Mi sento estremamente offeso, umigliato, come uomo dal Ministro Brunetta per comprendere che i politici,governanti italiani son privi di qualsiasi buon senso e capacita di intendere e volere, con tali proposte di legge ben lontane anni luce dalla concreta realta di cui i banbocioni devon

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