DAL MONDO16:03 - 19 gennaio 2010

La Francia e il web sociale

Il governo Sarkozy propone una tariffa Internet agevolata per i più poveri

di Lavinia Farnese
<p>La Francia e il web sociale</p>
PHOTO - - - CORBIS IMAGES

Francia, mille e una proposta per il web. Il governo di Nicolas Sarkozy ha un gran da fare sul virtuale: taglia da Internet gli utenti che ne fanno un uso illegale, propone una "tassa Google", vale a dire un'imposta fiscale sui ricavi francesi della pubblicità piazzata sui colossi online, disegna una legge per tutelare il diritto alla privacy sui social-network, ma sogna anche una tariffa sociale per internet a banda larga. L'ha chiesta oggi il primo ministro François Fillon a tutti gli operatori di telecomunicazioni, che s'impegnino, entro sei mesi, a offrire una prestazione agevolata, a garantire la rete a un costo mensile di 20 euro. Almeno a chi ne ha bisogno e non potrebbe altrimenti permettersela. «Internet - nota a ragione Fillon - è diventato uno strumento essenziale come l'elettricità. L'accesso, a prezzi accessibili, ad alta velocità, è un imperativo di giustizia sociale». Per questo, affinché la il www raggiunga anche le aree meno popolate, meno redditizie, si apriranno anche nuove casse, quelle del Fondo per la società digitale: due miliardi di euro solo per alta velocità, e due miliardi e mezzo per l'operabilità del piano, per la realizzazione dei progetti a banda larga. Le redini, in un regime di partenariato pubblico-privato, sono in mano al mediatore creditizio Rene Ricol. Per una parità sociale, insomma che viaggi e si realizzi almeno nelle tariffe dei mezzi di comunicazione. Col telefono, ci sono riusciti. In Francia, 430mila famiglie di poveri, invalidi di guerra e disabili hanno pagato nel 2008 solo 6 euro e 50 al mese a France Telecom, a fronte del minimo di 16 euro pagato da tutti gli altri, grazie a un accordo preso con la compagnia sin dal 1997. A buon rendere. E che sia di buon esempio per noi. Per Nicholas Negroponte, il fondatore del MediaLab del Massachussetts Institute of Technology (Mit), Internet dovrebbe essere gratis per tutti, e se in Italia «solo uno su dieci è connesso è perché la rete costa troppo».

Noi pensiamo che: l'augurio è che loro ci riescano presto, come noi. E che diamine, mica è un diritto solo di Carla Bruni, quello di tenere un blog.


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