DAL MONDO14:13 - 20 gennaio 2010

La Nasa tra droga, lacrime e svendite

L'ente spaziale è in crisi su tutti i fronti

di Lavinia Farnese
<p>La Nasa tra droga, lacrime e svendite</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Tempi non proprio spaziali, per la Nasa. Mentre il robot Phoenix - che avrebbe dovuto inviarci segni di vita da Marte - è con ogni probabilità congelato nei pressi del polo nord del pianeta rosso, e intanto si "sogna" di tornare sulla più grande luna di Saturno, Titano, all'agenzia spaziale tocca badare ai suoi dipendenti più malandrini. Perché hanno trovato un sacchetto gonfio di cocaina, al Kennedy Space Center (Florida), nell'hangar dello shuttle Discovery, che sarà lanciato nell'universo a marzo. Lì, solo 200 dipendenti hanno accesso: 200 dipendenti che adesso verranno sottoposti al test anti-droga. Non ci voleva, proprio in questo periodo in cui i soldi scarseggiano. Tanto che la Nasa, per fare cassa, ha deciso di rottamare e vendere i vecchi Shuttle, mettere all'asta le navette, regalare i motori a chi se li porta via. Quelli che hanno volato più in alto e più a razzo di qualsiasi altra macchina mai creata dall'uomo. Base d'asta per le navicelle, 30 milioni di dollari ciascuna, contro i 42 chiesti poco più di un anno fa quando almeno 20 fra musei e istituti scientifici e didattici avevano manifestato il loro interesse.
Come riporta il quotidiano britannico The Independent, il Discovery (con alle spalle 37 missioni e il cui contachilometri segna 5.247 orbite) è già stato promesso allo Smithsonian Institute, ma Atlantis ed Endeavour sono ancora disponibili. La Nasa, per una taglia modica di 28,2 milioni di dollari, si impegna a «mettere in sicurezza» gli shuttle, e a recapitarli all'aeroporto più vicino alla loro destinazione finale. Non solo: per ottenere soldi prima di fine 2010, tempo previsto per il pensionamento della flotta, la Nasa potrebbe decidere di vendere anche il prototipo delle navette, l'Enterprise. Anche perché, se le sue offerte dovessero andare deserte, rischierebbe di dover pagare, per il mantenimento di quei rottami che in orbita rischierebbero solo incidenti, tre miliardi di dollari l'anno. Ma la vera svendita è nei motori. Prezzo di listino: era tra i 400mila e gli 800mila dollari. Fin quando nei corridoi dell'ente non si son detti: cosa ne facciamo dei motori esposti in qualche museo? E così si è deciso di darli via gratis. Basta che chi li vuole, s'attrezzi per portarseli a casa. Le grane della Nasa però non finiscono qui: il nuovo programma spaziale statunitense -Constellation- per cui la Casa Bianca aveva calcolato d'investire 230 miliardi di dollari nei prossimi 20 anni, alla luce della crisi economica globale, potrebbe addirittura essere "riveduto e corretto" dall'Amministrazione Obama.

Noi pensiamo che: e se i soldi della Nasa non fossero investiti nel cielo, ma per migliorare qualcosa di più "terreno"?

 


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