DAI PALAZZI13:53 - 20 gennaio 2010

Montecitorio, audizioni a luci rosse

Alla Camera si discute sulle trasmissioni dei film porno

di Lavinia Farnese
<p>Montecitorio, audizioni a luci rosse</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Nella Camera di Gianfranco Fini, è tempo d'audizioni a luci rosse. Sì, avete capito bene. A luci rosse. Perché riguardano le porno Tv. Sebbene non se ne parli, sono finite anche loro, infatti, nel cosiddetto decreto «taglia pubblicità», che ha accolto la direttiva comunitaria «televisione senza frontiere», passato alla (recente) storia solo per l'abbassamento del tetto pubblicitario per le pay-tv. E che ha fatto passare Silvio Berlusconi - a capo di Mediaset e del Governo - per guerrafondaio nei confronti di Rupert Murdoch, e con lui nei confronti di quella Sky così "avanti" e così insidiosa di cui è magnate.
Ora, il testo del decreto a firma del viceministro allo Sviluppo Economico con delega alle comunicazioni, Paolo Romani, è arrivato sugli scranni di Montecitorio. E fa grattare il capo ai nostri parlamentari, racconta Italia Oggi. Dopo avergli fatto strizzare gli occhi. Tra le righe scritte in corpo 10 del decreto, infatti, c'è nascosta una norma nottambula. Una norma cioè che limita le trasmissioni pornografiche sulle tv a pagamento. Se passasse, significherebbe che film porno potranno essere mandati in onda sulle pay-tv solo ed esclusivamente dalle 23 della sera alle 7 del mattino.
Mentre nella sinistra si borbotta sia questo l'ennesimo colpo basso a Sky, noi facciamo due conti: il costo del porno è minimo, quanto massimo è il suo profitto, e canali come Superpippa channel (Conto Tv) che vivono di seducenti ragazze miagolanti, e ammiccanti senza passione e con finto desiderio, se il disegno diventa legge, potrebbero tremare davvero. Anche perché sono già minacciati dai siti del piacere free che spopolano su Internet: parliamo di Youporn, parliamo di Redtube, accessibili a ogni ora con un clic e senza far uscire un soldo dalle proprie tasche: basta dichiarare di essere maggiorenni. Maggiorenni, appunto, come quelli che - riporta un'indagine, il Sun, condotta dal sito The Student Room tra gli studenti universitari inglesi -  in penuria di guadagni, parteciperebbero a un film hard per finanziare i propri studi, per vivere e non sopravvivere.
Il 60% di loro (228mila su 480mila intervistati) si spoglierebbe. Che qualcuno li avverta: se questa legge passa, potrebbero ritrovarsi ad avere freddo, restando disoccupati anche in questo, di settore.

Noi pensiamo che: certo si vedono scene hard anche nel "chiaro" di prima serata, su reti Rai o Mediaset. Pensiamo all Grande Fratello, per esempio: dovrebbe essere oscurato?


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