DALLA SOCIETA'12:39 - 21 gennaio 2010

Italia, a lavoro a 15 anni. Succede anche in Spagna

Una norma approvata alla Camera rivede l'obbligo scolastico

di Lavinia Farnese
<p>Italia, a lavoro a 15 anni. Succede anche in Spagna</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

In Italia basta avere 15 anni per poter lavorare. Lo stesso succede in Spagna: ma solo tra i toreri. Nel nostro Paese, da ieri, per gli studenti meno volenterosi c'è un disegno di legge Lavoro, collegato alla Finanziaria, approvato dalla maggioranza alla Camera. Questo disegno di legge afferma che l'apprendistato può cominciare a 15 anni: prima era obbligatorio andare a scuola fino a 16 anni.
Ma anche nella Spagna di Zapatero ci sono lavoratori adolescenti: quelli che scendono nella Plaza de toros. Se per legge gli adolescenti sono obbligati a studiare dai sei ai 16 anni, ci sono eccezioni come Jairo Miguel Sanchez Alonso. Ha soli 16 anni, anche lui, e a obbligo scolastico potenzialmente assolto si prepara a prendere i tori per le corna. E stavolta i tori non sono i colloqui, l'invio dei curriculum, la ricerca di un posto di lavoro, anche se da apprendista. Stavolta il metaforico non c'entra. Perché Jairo Miguel Sanchez Alonso scenderà nell'arena di Caceres, Spagna centro-orientale, in Estremadura. E ne affronterà sei in un solo pomeriggio, di tori. Ma qui, l'esenzione era già data da tempo: si tratta di un nino prodigio. A soli 13 anni, era alto 1.72, pesava 52 chili, ed era stato già in una corrida el matador di un toro di 400 chili.
Tutto questo succede mentre uno studio dell'Ocse (Organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico) e Banca d'Italia raccomandano l'opposto: investire in conoscenza, studiare tanto, insomma. Perché una laurea è un affare, dicono loro che hanno calcolato: una persona laureata può aspettarsi, rispetto a una diplomata, un vantaggio di salario durante la carriera superiore a 322 mila dollari (136mila, la donna).

Noi pensiamo che: l'Ocse è d'accordo con Dante, che scriveva: «Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canascenza». Ma i governi non sembrano d'accordo. Voi con chi state?


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RISULTATI
cristo 80 mesi fa

Le scorse generazioni avrebbero fatto carte false per potersi assicurare la metà degli anni di scuola di cui possono usufruire i nostri giovani oggi eppure l'aumento degli anni scolastici, non per forza vogliono dire piu' istruzione. La scuola non ha la stessa forza che aveva una volta, allora mi dico: se si iniziasse a puntare sulla qualità non sarebbe meglio?

Laura 80 mesi fa

Io sto coi governi. La mia compagna di banco è entrata in banca presto a 18 anni e ora che ne ha 25 guadagna il doppio ma che dico doppio il triplo di me, laureata all'ennesimo stage. Senza contare la pensione, neanche me la sogno più.

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