DAL WEB11:45 - 22 gennaio 2010

Napolitano: rischio attentato

Si teme che la macchina trovata a Reggio fosse per Napolitano

di Greta Privitera
<p>Napolitano: rischio attentato</p>
PHOTO CORBIS IMAGES

Dopo il ritrovamento dell'auto con armi e ordigni rudimentali vicino all'aeroporto di Reggio Calabria, durante la visita del presidente Giorgio Napolitano, s'intavolano oggi le prime tesi.  Secondo fonti investigative dell'Antimafia, riportate dall'agenzia Ansa, la macchina «fatta trovare su segnalazione di una fonte confidenziale, proprio quando Reggio Calabria era presidiata dagli uomini delle forze dell'ordine per la visita del presidente Napolitano, potrebbe essere un segnale di minaccia e intimidazione nei confronti dello Stato». Si tratterebbe - spiegano - di «una sorta di crisi di nervi della 'ndrangheta che, comunque, anche se non ha ancora deciso di alzare il tiro, manda un messaggio: non intendiamo fermarci di fronte all'azione di contrasto messa in campo dal governo, dalla magistratura, dalle forze di polizia». A sostegno di questa analisi ci sarebbero diversi elementi - proseguono le fonti - come il fatto che la macchina sia stata rubata proprio giovedì mattina, circostanza che esclude l'ipotesi della rapina; inoltre «il ritrovamento di una tanica di benzina con micce ed esplosivi fa chiaramente pensare all'intimidazione, e la telefonata della fonte confidenziale è il gesto di sfida di chi vuol far sapere "vedete, riusciamo a piazzarvi sotto il naso una macchina con esplosivo nonostante tutta la città sia presidiata da poliziotti, carabinieri e finanzieri". Forse in un primo momento si è voluto minimizzare questo ritrovamento per non ammettere che nel sistema di sicurezza qualche smagliatura c'è stata».  Tesi che si pone in netta antitesi con quella sostenuta dalla Dda di Reggio Calabria. Infatti, il secondo il procuratore Nicola Gratteri, magistrato esperto nella lotta contro la 'ndrangheta, «il ritrovamento dell'automobile non è assolutamente un segnale lanciato alle istituzioni. Se qualcuno avesse voluto attuare un'azione in tal senso, l'automobile sarebbe stata lasciata davanti a un ufficio pubblico o giudiziario. In realtà quelli nell'auto erano soltanto attrezzi per attuare un'intimidazione collegata, presumibilmente, a un tentativo di estorsione. Nulla di più».
In ogni caso a Reggio Calabria la situazione è tesa. E il capo della procura Giuseppe Pignatone la commenta così: «Qualunque sia la verità che si cela dietro il rinvenimento dell'auto-arsenale noi magistrati continueremo a fare il nostro lavoro. Reggio sta vivendo una situazione di difficoltà. Comunque siamo in attesa di avere maggiori dettagli sulla vicenda dai carabinieri: solo così potremo inquadrare meglio l'episodio». Ieri, proprio in occasione della giornata della legalità, Giorgio Napolitano a Reggio ha parlato di lotta alla criminalità prendendo spunto dai recenti scontri a Rosarno. Ha sottolineato che per governare il fenomeno dell'immigrazione ed evitare scoppi di violenza occorrono «ordine e legalità», bisogna garantire i flussi di ingresso legale e lavorare per una effettiva integrazione degli immigrati, che è compito degli enti locali «ai quali lo Stato deve fornire risorse sufficienti».

 

Noi pensiamo che: no, Napolitano non lo vogliamo perdere


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RISULTATI

INTERESSANTI IN RETE

lisa_80 80 mesi fa

napolitano mi sembra l'unico uomo con cervello di questa legislatura... a voi non pare?

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